NARDO' - Riceviamo e pubblichiamo una breve e interessante nota dell'architetto Fabio Fiorito. Un commento come tecnico e cittadino sul Centro storico di Nardò.
Se tutti nostri centri storici sono così "pittoreschi" lo sono anche grazie allo stratificarsi di interventi sovente realizzati sulla spinta di esigenze concrete, talvolta strettamente funzionali. Non vuol essere la mia una critica quindi, ma solo la riflessione su alcune amnesie. Amnesie della pesante struttura burocratica statale che autorizza , vigila, pretende e incombe in nome della tutela e valorizzazione ma che dimentica le dinamiche reali di una città. Osservo, come tutti i miei concittadini, quella che è la prassi sottaciuta quanto vitale degli interventi quotidiani nel nostro centro storico. Con malinconia vedo cioè la "valorizzazione" di un portale settecentesco tramite il suo spellamento, la chiusura di un dignitoso portoncino di accesso ...con tanto di muro in siporex e un contatore AQP che denota la indifferenza e la supremazia ..."impiantistica".
Sono piccole ma numerose e tollerate manifestazioni di disprezzo della cultura, del ruolo dei professionisti intellettuali e dei loro clienti che -illusi- continuano a chiedere un'onerosa e faticosa autorizzazione anche per piccole o invisibili modificazioni di in immobile . Forse è il caso che lo si affermi in maniera serena, prendendosi le ovvie responsabilità storiche, che la valorizzazione dei centri antichi stia passando anche attraverso interventi di scorticatura indiscriminata, arbitrari rivestimenti in carparo e ...tanto altro.
Fabio Fiorito, architetto
