Cronaca

I CONTI "SEGRETI" DELLA TARI - Svelati, voce per voce. Gli aumenti non sarebbero terminati

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NARDO' - La delibera di consiglio comunale con la quale Mellone e la sua amministrazione hanno approvato la stangata sulla tassa rifiuti con l’aumento record del 14%, "nasconde purtroppo un altro aumento che Mellone e Andare Oltre si preparano ad approvare".

Lo dicono i numeri della delibera che essi stessi hanno approvato:

- nel 2019 alla società che gestisce il servizio andranno 5.800.000 euro;

- 1.200.000 euro sono i costi dello smaltimento (ma la cifra vera potrebbe essere purtroppo più alta nonostante, è davvero incredibile, la differenziata spinta);

- 1.500.000 euro è il fondo speciale a protezione dei crediti che il comune non riesce ad incassare (o incassa con molto ritardo);

- 730.000 euro mancano rispetto all’anno precedente perché Mellone e i suoi sbagliò sbagliarono i conti (la matematica non è il loro forte);

- 519.000 euro sono rateizzazioni per oneri di precedenti esercizi (amministrazioni Vaglio, Commissario di Governo, Risi e, naturalmente, Mellone).

Il totale fa circa 9 milioni e 800.000 euro, ma le bollette emesse ammontano ad appena 8.000.000.

Mancano 1.800.000 euro. Mellone e i suoi assessori sperano di raccoglierli in meno sei mesi con nuovi accertamenti contro l’evasione. E’ un’impresa semplicemente impossibile. La maggior parte degli immobili sfuggiti alla tassa, sono già stati individuati con la lotta all’evasione condotta in particolare dall’amministrazione Risi negli anni dal 2013 al 2015.  

Risultato: poiché mancherà oltre un milione di euro, molto presto, sarà necessario un’altra stangata.

L’incompetenza e l’arroganza degli attuali amministratori stanno facendo danni incalcolabili al bilancio delle famiglie e delle imprese di Nardò.

Di questo passo ogni mese di amministrazione Mellone rischia di produrre un aumento dell’1% della Tari. Molte famiglie non riusciranno a pagare per oggettiva difficoltà. In tutta Italia non esistono casi simili. Povera Nardò!

Marcello Risi