Cronaca

COSA C'E' SOTTO - Perché Mellone, "paladino dell'ambiente", propone un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti?

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NARDO' - “Impianto di compostaggio a Nardò? A volte gli incubi ritornano!” esclama Maurizio Leuzzi che in passato ha ricoperto il ruolo di assessore all’Urbanistica. L’avvocato ricorda che durante la precedente legislatura l’allora assessore ai lavori pubblici (in capo a Sel) aveva proposto alla giunta di sostenere un’iniziativa privata per la realizzazione di un impianto di compostaggio, e di mettere a disposizione dei privati un immobile comunale, già allora Pendinello.

Durante la precedente legislatura l’allora assessore ai LLPP (in capo a SEL) proponeva alla giunta di sostenere un’iniziativa privata per la realizzazione di un impianto di compostaggio, e di mettere a disposizione dei privati un immobile comunale, già allora Pendinello. In quell’occasione il gruppo “Partecipa” si oppose in giunta (col sottoscritto) e in maggioranza (coi consiglieri My e Cavallo) alla proposta di realizzare quell’impianto, sia perché si discuteva senza avere certezza sulla tipologia e sul dimensionamento dello stesso, ma soprattutto per la scellerata scelta del sito, appunto Pendinello, già in passato messo a dura prova dal punto di vista ambientale, troppo vicino al centro abitato e alla marina di S.Isidoro, specie in considerazione della vocazione turistica del  nostro territorio.

Ora Mellone, che durante quella legislatura si ergeva a paladino dell’ambiente: “… Nardò ha già dato”, e che oggi è sostenuto dallo stesso ex assessore che già allora propose l’iniziativa (ma sarà solo una coincidenza), ripropone a Nardò un impianto di compostaggio. Ma come è suo costume, Mellone dice solo ciò che gli conviene.

Si perché, nella fattispecie, non stiamo parlando di un piccolo impianto pubblico, ad uso del solo Comune di Nardò che, per quanto poco appetibile possa essere dal punto di vista dell’investimento economico, porterebbe grandi vantaggi alla comunità chiudendo il ciclo dei rifiuti con un contenimento della spesa in bolletta, migliorando l’ambiente e creando nuovi posti di lavoro.

No! Mellone intende realizzare su Nardò un mega impianto con una capienza enorme di decine di migliaia di tonnellate. Un impianto che per la sua portata non è certo destinato a contenere le bollette dei neretini (come Mellone vuol far credere sventolando la proposta del referendum), ma a ben altro (e che sarà gestito da chi?). Un impianto così grande che, in momenti di criticità ambientale, Nardò potrebbe ritrovarsi costretta dalle autorità competenti a subire il conferimento di un gran numero di comuni. Insomma un impianto improponibile, per un territorio come Nardò che ancora soffre per le ferite rimaste aperte a causa della discarica.

Ma è’ possibile che i neretini debbano vivere col timore di essere tenuti allo scuro delle reali intenzioni del proprio sindaco, o peggio ancora che debbano sentirsi presi in giro da colui il quale dovrebbe invece fare esclusivamente gli interessi della comunità che lo ha eletto?