NARDO' - Terminati i lavori al depuratore di Porto Cesareo. Ci sono voluti trent’anni per un’opera pubblica necessaria, la cui mancanza ha obbligato l’Unione europea a comminare una multa salatissima, la cosiddetta infrazione comunitaria, alla Regione Puglia.
Il rudere di Bellanova è stato a lungo un recinto fatiscente che è costato uno sproposito: dopo l’autorizzazione regionale che autorizza i lavori nel 1990, ecco un primo lotto con un appalto dell'Acquedotto da oltre un miliardo di lire, con consegna dei lavori nel 1993. Poi ne arriva un secondo, con appalto del Comune di Porto Cesareo, per due miliardi e 370 milioni di lire, con consegna a novembre del 1996. Negli intermezzi l’impianto è stato regolarmente vandalizzato e depredato di pompe, cavi, attrezzature. Infine il colpo di scena: nel 1997 viene istituita l’Amp e proprio la regolamentazione dell’Area marina protetta non consente che il depuratore possa sversare, come previsto in precedenza, nella porzione di mare della Strea, meritevole di tutela. E il “tempio” dello spreco venne abbandonato definitivamente, o quasi.
Negli ultimi due anni, però, Aqp e politica hanno trovato la quadra. I lavori per il ripristino, iniziati a luglio 2017, sono già conclusi ed ora sono 184 i depuratori gestiti da Acquedotto Pugliese sul territorio regionale. L’impianto di depurazione di Porto Cesareo – molto contestato dai residenti che hanno proposto anche ricorsi ai tribunali amministrativi – è costato altri 6,5 milioni di euro. Consentirà l’attivazione di una nuova linea di trattamento delle acque che saranno smaltite grazie al collettamento con l’impianto di Nardò, un grande depuratore che si trova in contrada Santo Stefano. Le acque reflue saranno sversate a fil di scoglio con una grossa tubazione nel mare di Torre Inserraglio, in territorio di Nardò, proprio dietro l’antico manufatto dal quale prende il nome la zona, ma fuori da perimetro dell’area marina protetta.
L’intera area sarà caratterizzata dal divieto di balneazione. L’accordo venne preso tra i due Comuni ed i sindaci Pippi Mellone e Salvatore Albano, con la supervisione di Aqp e Regione. Significa che quando la fognatura di Porto Cesareo sarà completata, ed i lavori procedono speditamente, e la rete collegata al depuratore, verranno eliminati da una singola conduttura, con sversamento in mare, i reflui di circa 200mila abitanti in estate.
Come si ricorderà, la condotta sottomarina venne eliminata dal progetto per un comune accordo della politica a favore dello smaltimento dei reflui in maniera alternativa (massima depurazione, dispersione dei reflui nel terreno, riutilizzo in agricoltura e ripascimento della falda) che, però, non è ancora attuabile. Il progetto ha visto anche la realizzazione di opere di adeguamento della rete fognaria e la costruzione del collettore a servizio dell’abitato di Porto Cesareo. I lavori sono stati eseguiti nel pieno rispetto del contesto paesaggistico e urbanistico locale.