NARDO' - Politica e sindacati, ognuno dice la propria.
Nel rispetto del lavoro quanto meno rapido da parte degli organi inquirenti e della magistratura, l'auspicio è che si faccia ciò che è necessario nel rilevare eventuali responsabilità di chi non ha ottemperato al rispetto della legge, a tutela soprattutto dei lavoratori.
È d'obbligo tuttavia non fare di ogni erba un fascio, salvaguardando le aziende in regola con i contratti di lavoro, senza di screditare nella sua interezza il mondo agricolo.
È necessario fare quindi tutto ciò che è necessario salvaguardando sopratutto la nostra città da eventuali speculazioni gratuite da territorio schiavizzato!
Daniele Piccione, capogruppo Pd
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Torna “Ancora in campo” la campagna del sindacato per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori agricoli
Cgil e Flai Cgil: “Grazie alle forze dell’ordine, ora tutti facciano la propria parte”
Fragassi e Accogli sull’arresto compiuto oggi dai carabinieri di Gallipoli
Lecce, 4 luglio 2019 – Valentina Fragassi, segretario generale della Cgil Lecce, e Monica Accogli, segretario generale della Flai-Cgil Lecce, intervengono sull’arresto di un imprenditore agricolo di Nardò per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro:
“L’operazione dei carabinieri di Gallipoli, ai quali va il nostro ringraziamento, testimonia quanto sia alta l’attenzione delle forze sul tema dello sfruttamento di lavoratori agricoli nei campi di raccolta nel Salento. Un’attenzione che però non riscontriamo sempre in altri contesti: spesso infatti il fenomeno è sottovalutato, quando non addirittura negato; al punto che molti soggetti, purtroppo anche tra le forze politiche, chiedono improvvidamente di modificare la legge 199/2016. Una norma che invece andrebbe pienamente applicata, anche nella parte che prevede interventi di prevenzione”.
“In provincia di Lecce negli ultimi anni il partenariato sociale e istituzionale ha contribuito a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori stranieri stagionali. Per sconfiggere la piaga del caporalato, però, urgono interventi decisi sui principali affari gestiti dai caporali: trasporti, mensa e mercato del lavoro. Su tali temi alzeremo l’attenzione durante il prossimo tavolo prefettizio, in programma lunedì prossimo. La Cgil e la Flai come sempre sono in prima linea. Da lunedì scorso infatti è ripartita la campagna “Ancora in campo” per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori agricoli. Con il nostro camper ogni giorno saremo nelle campagne del Salento. Quest’anno, oltre alla costante presenza all’interno del campo di accoglienza di Boncuri, offriremo assistenza sindacale e consulenza previdenziale anche nei Centri di accoglienza dislocati nella provincia di Lecce (Sprar e Cas) e nelle Camere del lavoro comunali della Cgil. Una campagna che riesce a sensibilizzare e smuovere le coscienze di lavoratori, che spesso giungono nel Salento ignari dei propri diritti e delle opportunità offerte dagli enti bilaterali, come Cassa Amica”.
Valentina Fragassi, Segretario Generale Cgil Lecce
Monica Accogli, Segretario Generale Flai Cgil Lecce
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"Rispetto ad un tema così delicato ed importante, quale è quello del lavoro nei campi, che ha lungamente trasportato la nostra Città alla ribalta della cronaca nazionale, credo che l'ipocrisia più becera interpretata dall'Amministrazione Comunale e dai suoi emissari, faccia una gran pena e dia il senso del mancato rispetto umano ed istituzionale, nonché della propaganda galoppante che questa gente riserva sia ai lavoratori sia agli imprenditori. E' stomachevole, infatti, vedere come da un lato ci sia il Sindaco Mellone che, come suo solito, pur di accaparrarsi qualche minuto di notorietà, riveste il ruolo di "amico dei migranti", mentre dall'altro qualche esponente di casapound giochi a fare "l'amico degli imprenditori". Entrambi rappresentano due facce della stessa medaglia, come è noto, nonché l'apice dell'ipocrisia, anche di fronte a questioni serie ed importanti come quella riguardante il caporalato e reati ad esso collegati.
Nardò è una Città che vive di agricoltura, che nutre della presenza di tante imprese agricole sane, portate avanti da persone perbene.
Tentare ancora una volta di appioppare all'agricoltura neretina l'infamia di reati gravissimi prima ancora che se ne accerti la fondatezza e si affrontino i processi è un film che abbiamo già visto. Che ha portato a far avere la celebrità a qualcuno e a scalfire profondamente un intero comparto agricolo che delle "uscite" di qualche politico o aspirante autore, ancora ne risente. Io difendo gli interessi della mia Città e quindi le sue imprese agricole sane, che nonostante le immani difficoltà che un settore come quello agricolo sta vivendo in questi ultimissimi anni, continuano ad andare avanti. Difendo la legalità e i lavoratori e ho pieno rispetto del lavoro della magistratura. Per questo credo che se fuori legge vi sono, non è la Politica a doverlo né accertare né decidere. Trovo ripugnanti i maldestri tentativi di fare propaganda su questa vicenda"
Lorenzo Siciliano
Consigliere Comunale
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Il commento del sindaco Pippi Mellone alla notizia dell’arresto di un imprenditore agricolo
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Partito Comunista - Federazione Provinciale di Lecce
LO SFRUTTAMENTO DEI BRACCIANTI: INEVITABILE ALL’INTERNO DEL SISTEMA
Scoperto l’ennesimo caso di caporalato a danno di braccianti stranieri, questa volta nelle campagne di Nardò, aggravato dalla fatiscenza degli alloggi forniti dalla azienda. Nuovi arresti, che purtroppo non fermeranno la macchina dello sfruttamento.
Sebbene ci faccia piacere che un padrone sia punito in qualche modo, vogliamo far notare l’inevitabilità di queste dinamiche all’interno del Capitalismo.
In questo sistema, perché il padrone continui ad essere padrone e per far sì che la maggioranza della popolazione (i lavoratori) sia in grado di comprare un prodotto, nonostante il potere d’acquisto diminuisca con ogni abbassamento dei salari, il padrone DEVE continuare a sfruttare. Non bisogna limitarsi a dire ciò, resta il fatto che tutto il lavoro salariato è sfruttamento! Marx, uno dei padri del Comunismo, lo aveva capito già nell’800: perché ci sia un profitto da parte del padrone, il lavoratore deve necessariamente essere pagato meno del valore di ciò che produce.
Lo sfruttamento, le delocalizzazioni, la disoccupazione, le morti sul lavoro, le migrazioni di massa create dal sistema, purtroppo, non si fermeranno finchè non si fermerà il Capitalismo. Gli arresti servono quanto serve mettere un cerotto su un malato di cancro. I lavoratori, infatti, resteranno semplicemente senza lavoro (uno dei motivi per i quali non denunciano).
Uniamo le forze di tutti i lavoratori all’interno del Partito Comunista per una società diversa, senza padroni, una società dove comanda chi lavora.
Il segretario Andrea Scarpa
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Sfruttati per 1.40 euro a quintale di angurie nelle campagne di Nardò
Arrestato un imprenditore
Dich. Sen.Teresa Bellanova
“Grazie alle Forze dell’Ordine, i Carabinieri della Compagnia di Gallipoli insieme a una task force del Comando provinciale, che ieri, ancora una volta, e nelle campagne di Nardò, hanno dimostrato la bontà della norma contro il lavoro nero e il caporalato facendo emergere la vergogna di lavoratori migranti pagati 1.40 euro a quintale nella raccolta delle angurie e costretti a vivere in strutture fatiscenti nelle stesse campagne”.
Così la Senatrice Teresa Bellanova, dopo l’arresto di un imprenditore agricolo di Nardò.
“Quest’operazione segue di pochi giorni gli arresti di Foggia dove grazie alla nostra norma le imprese sono state sottoposte a controllo giudiziario per garantire continuità del lavoro e regolarizzazione dei lavoratori sfruttati. Ancora una volta si dimostra quanto quella norma sia uno strumento preziosissimo per combattere la piaga del caporalato e sostenere il lavoro regolare.
Per questo mi auguro che proprio in Puglia e per tempo siano state messe in campo da chi di dovere, a partire dal livello regionale, tutte le azioni tese a spezzare il legame malsano tra imprese, caporali, lavoratori, soprattutto organizzazione dei trasporti e dell’accoglienza.
Il fatto che i lavoratori individuati nelle campagne di Nardò fossero costretti a vivere in strutture fatiscenti indurrebbe a pensare, infatti, esattamente il contrario”.