NARDO' - Ma a che cosa servirebbe? "Solo a ricompattare la maggioranza bulgara di Mellone", dice qualcuno. Invece potrebbe anche di-mostrare, per esempio agli occhi del prefetto di Lecce, che l'irregolarità procedurale del presidente è apertamente condivisa da tutta la maggioranza che voterebbe ad occhi chiusi a tutela di Giuranna. Tradotto in soldoni significherebbe che il presidente non è super partes, non è il "presidente di tutti" ma rema contro alcuni consiglieri a vantaggio di altri. E non è poco, in quell'aula sorda e grigia ridotta ad un bivacco di manipoli.
Da Peppino Spoti, politico di lugo corso a Galatina: Diciamo che il dibattito in aula è sacrosanto. È la democrazia. Poi in aula ci si assume la propria responsabilità. Si vota contro o a favore dei provvedimenti. Ma che un presidente del consiglio neghi, per ragioni risibili e neppure di forma, la convocazione legittimamente richiesta è, secondo il mio parere un fatto anomalo e grave. Che poi vengano chieste le dimissioni dello stesso presidente mi sembra scontato. Io avrei già protocollato una mozione di sfiducia. Il tutto al di là degli schieramenti in campo.