Cronaca

RIFLESSIONE (IN DUE PARTI) - Sul rumore, nostro compagno quotidiano e poco discreto. Prima parte

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Trombe & latrati di civica quotidianità - Stai camminando – sul marciapiede – nel gran mare di auto che vanno a passo d’uomo. All’improvviso sobbalzi perché al tuo fianco un automobilista, che vuole sollecitare il transito, suona un clacson infernale. Si dice che il suono del clacson dev’essere moderato, e non si è mai capito perché dilagano le trombe laceranti che ti offendono l’udito.

Stai camminando – nello spazio possibile in mancanza del marciapiede (abbondano le strade strette senza marciapiede, con spazi meschini per i pedoni) – e un motociclista ti sfreccia sfiorandoti a velocità supersonica con rumore impressionante. Ai pedoni di buona fede il passaggio pedonale non garantisce l’incolumità, se non gli riservano considerazione quanti abbiano il vezzo congenito

dell’alta velocità, se non un alto tasso alcolico, o magari abitudini di droga (accertabili in caso di incidente, ma con i controlli preventivi, chissà, campa cavallo). La stampa riporta ogni tanto notizia di incidenti, non di rado mortali. La situazione è critica in periodo estivo: uno prima di uscire a piedi si deve raccomandare l’anima a Dio. Se hai la fortuna di non morire a causa di incidente stradale, non sperare di cavartela quanto al rumore improvviso.

La strada offre una degna variante alle trombe automobilistiche con i cani. Una buona camminata fa bene ed è un momento di svago per staccare dal can-can quotidiano. Il fisico ti dice “grazie” quando fai quattro passi. Ma ci sono i cani. I cani la fanno da padroni. Aspettano che tu passi davanti al cancello, dietro il quale stanno in agguato, per abbaiarti furiosamente, in modo accanito, a pochi centimetri. Ti viene un colpo. Lanci invettive al cane e al suo padrone – e alla mamma –, ma chi se ne frega.

Ti fai una mappa mentale dei punti critici per stare attento a non farti sorprendere quando passi, ma ti puoi dimenticare, se, camminando, ti lasci prendere dai pensieri. In certi punti vedi che per parecchio tempo tutto è tranquillo e passi vicino al cancello, ma poi all’improvviso senti che il cane è risuscitato e abbaia ripetutamente nel suo modo stizzoso. Può nascere, poi, qualche caso nuovo di casa “infestata”. Un rumore secco, improvviso, imprevisto, è un insulto al cuore. I giovani vanno tranquilli. Ma chi ha una certa età può avere problemi cardiaci. Si possono avere aritmie, e si convive con esse. Un rumore improvviso, forte, come quello delle trombe d’auto o del latrato rabbioso di un cane, non è bello, se possono sorgere inconvenienti spiacevoli.

La considerazione canina è generalizzata. I cani di guardia abbaiano contro i ladri e anche contro qualsiasi umano che non sia persona conosciuta, perché chiunque è aprioristicamente classificato come nemico. Non distinguono tra chi abbia la vocazione di ladro o di scocciatore e chi, innocente, cammini per conto suo. Abbaiare è nella loro natura e lo fanno per istintivo dovere. Ma gli umani – quelli che sono preposti alla gestione locale per collaborare con gli Amministratori elettivi e prendere iniziative – hanno la capacità di distinguere, e possono svilupparla, se è latente.

Viene messo, per regola, il cartello “Cane mordace” per avvisare i ladri. Questo cartello sta a fronte di chi voglia entrare abusivamente, ma chi cammina non lo legge in tempo. Meglio sarebbe vedere un cartello a bandiera. Per fare presente che c’è un cane da guardia in agguato contro i pedoni un cartello, magari cumulativo – “Cane mordace che abbaia” – li avverte, ed essi fanno in tempo a deviare per passare più lontani. Così si preparano alla molestia improvvisa del latrato in modo da evitare la fastidiosa scossa emotiva.

Anche se sei amante degli animali, un cane che ti fa venire un colpo non è simpatico. Ci sono le “guardie zoofile” che hanno la funzione specifica di proteggere gli animali, e su questo non ci piove. Ma pure gli umani andrebbero protetti. I proprietari sono liberi di avere un cane, ma per porlo a ridosso dell’entrata della casa, che spesso è un cancello, potrebbero chiedere la installazione di questo avviso a bandiera, meno semplice del cartello affisso all’ingresso, e ciò magari con un piccolo onere fiscale a vantaggio del Comune. Se per caso il cane per sua costituzione si limita alle vie di fatto e morde soltanto senza mai abbaiare, il proprietario può continuare a esporre il tradizionale avviso “ Cane mordace” parallelo alla via.

Le Amministrazioni comunali sono attente a disciplinare il posteggio con le multe agli abusivi. In mancanza di spazi utili, uno che ha da fare nell’ufficio postale, in banca o altrove, è costretto a pagare. Sono attente anche a predisporre, opportunamente, piste ciclabili. Oltre che andare in bicicletta, però, è anche salutare camminare a piedi, specie dove non c’è molto smog. Ben vengano gli interventi in favore dei ciclisti, ma vi sono anche i pedoni. I giovani vanno in palestra, gli anziani di solito camminano a piedi. Anche le zone fuori del centro abitato sono esposte ai latrati rabbiosi dei cani, alle trombe di massimo tono e, ancor più, ai centauri che corrono in modo pazzesco.

Sarà una utopia, e certamente i burocrati dirigenti si faranno una risata, ma si pensa che a vantaggio dei pedoni non dispiacerebbero idonei criteri amministrativi in materia di controlli, e gli organi di governo, che meglio perseguono l’interesse pubblico, potrebbero farci un pensiero.

(Giuseppe Mario Potenza)