NARDO' - Caro Direttore, un governo ad ogni costo, che veleggi a vista senza rotta?
Un esecutivo gradito alla La Garde, a Draghi e alla banca centrale europea, purché non si torni alle urne? Ma stiamo scherzando? Ma erano questi i propositi iniziali del Movimento? Non credo e, visti i silenzi di queste ore dai vertici dei 5 stelle sugli argomenti che contano, mi chiedo se siano contrari, ancora adesso, ad una Europa che ci detterà, inevitabilmente, le linee guida economiche, per la prossima legge di bilancio.
Progetto dei 5 stelle che era nobile e davvero rivoluzionario nel panorama della squallida, e corrotta, politica italiana. Idee che non avevano nulla a che spartire con un pd, e neanche con la lega. Ma soprattutto non avevano da negoziare o scambiare proposte e progetti di rituali ricette economiche iper-liberiste, lacrime e sangue, frutto di orientamenti studiati a tavolino in quella Europa composta da banchieri, ed alta finanza, che proprio nel pd hanno un perfetto referente politico.
Non sto dicendo che bisogna ritornare a trattare con Lega, perché il Pd è filo-europeista. La domanda che pongo è un’altra: come Movimento abbiamo cambiato il nostro modo di vedere le cose sull’Europa e sull’euro?
Abbiamo abbandonato l’idea di trovare una via di uscita da una tenaglia europeista che ha impoverito milioni di lavoratori, pensionati ed imprese in Italia e in Europa?
Se la risposta è Sì, i 5 stelle possono tranquillamente andare anche a braccetto con il Pd senza porre condizioni e riserve.
Se la risposta è NO, che poi secondo me è il fondamento di tutto oggi nella crisi di questo governo, allora nella trattativa in corso si stabiliscano ai vertici del pd le condizioni giuste che rimarchino la nostra vocazione di euroscettici.
Così facendo, forse, avremo almeno salvato migliaia e miglia di voti. Perché ne sono certo, nonostante i cali nei sondaggi della Lega, sarà su questo che Salvini giocherà le sue carte contro i 5 stelle, per riprendersi consensi.
Maurizio Maccagnano
sindacalista dissedente