Cronaca

DATECI UN PARE(TE)RE - La gentilezza che funziona. Nella zona 167 con *FOTO*

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NARDO' - L'Arte, con la maiuscola, è una cosa seria. Resta valida la definizione che la vuole quale rappresentazione della Natura e dell'Esistente e di come l'uomo vede l'Esistente stesso, anche solo nella sua mente e con il filtro della fantasia. Poi è la sua perizia, il complesso di conoscenze e tecniche, a restituire il risultato: accettabile o no.

Il discorso si fa complesso soprattutto in epoca contemporanea, nella quale il messaggio e l'opera, considerata anche bene d'investimento finanziario, conducono su strade difficilmente percorribili dal fruitore finale dell'opera d'arte. Pensiamo alla difficile indagine su opere milionarie come quelle di Jeff Koons o di Maurizio Cattelan. O i "tagli" di Fontana. O il lirismo di Banksy che nasce, apparentemente, per essere arte di strada, senza costo, prezzo e valore. E poi, invece, si vede valutata di più di un'opera distrutta durante un'asta di un'opera integra. Tutto diventa meta-arte, nel segno del dollaro.

Torniamo a noi. La poesia di Franco Arminio, dipinta con sinuosi caratteri sulla facciata di un palazzo della 167, produce un risultato gradevole. La gentilezza e sensibilità d'animo dell'artista e la buona "materia prima" utilizzata (Arminio è un sensibilissimo promotore di battaglie civili), sortiscono un effetto interessante.
Avremmo voluto vedere a metterci, lì sopra, il rutto contemporaneo di un poeta di estrema destra. Se esiste.
Va bene, dunque: questa è sicuramente migliore di altre opere che, invece, sono soltanto inquietanti e inducono ad odiarla, l'Arte. Se tale è.
Visto il resto che si trova in giro, dunque, e la sensibilità dimostrata in altri momenti dai nostri governanti, sembra solo un caso fortuito.
Ci è andata bene, siamo stati fortunati, la ciambella ha il buco. Come si dice: è l'eccezione che conferma la regola.
167bis