Cronaca

INTERVENTO - "Discriminazione in atto nella AMP Portoselvaggio: io non ci sto"

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NARDO' - Le maglie troppo larghe della tutela e quelle strette ed abusive dei pescatori. Le attività invasive nel mare di Nardò e Porto Cesareo. La cacca degli altri sversata esattamente a metà percorso di una ipotetica, grande Amp. La proposta, che è sempre necessaria in un pezzo costruttivo, per cambiare (in meglio) le cose. L'attività recente del Movimento 5 Stelle nella sede Amp di Porto Cesareo commentata da un opinionista che si è a lungo documentato sull'argomento che è centrale nella gestione ambientale, turistica ed economica dei parchi marini della nostra zona. Con alcuni file da leggere che alleghiamo e una domanda finale: può esistere un parco marino con al centro lo scarico di una fogna parzialmente depurata?

GLI ALLEGATI TUTTI DA LEGGERE
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Pur non conoscendo il regolamento attuativo della istituenda AMP di Portoselvaggio, immagino che si uniformerà alla dirimpettaia area di Porto Cesareo, escludendo da qualsiasi zona la pesca in apnea, permettendo invece, nelle zone B e C la pesca commerciale di piccolo cabotaggio, la pesca da riva con autorizzazione a pagamento (come se fosse una riserva di pesca e questa è la prima contraddizione), la pesca amatoriale da imbarcazione.

Tutto questo è profondamente ingiusto oltre che errato nei termini proposti e, il perchè lo si evince facilmente dall' articolo apparso sulla rivista Pesca in Apnea (CLICCA QUI) già nel 2006 che includo in allegato. Esclusione irragionevole e settaria, facilmente comprensibile data la banalità dei concetti, anche da chi non ha mai messo il naso sott'acqua, compreso il deputato Vianello, promotore di tale proposta. Sarò il più possibile stringato perchè non voglio approfittare della accoglienza di Porta di Mare ma si tenga presente che ogni concetto qui esposto sinteticamente è stato ampiamente dibattuto in altre sedi, suffragati da relazioni scientifiche redatte da Docenti Universitari ma respinte indegnamente dai burocrati e pavidi che nulla hanno capito o fatto finta di non capire del mare e di come evolve: Amp di Capo Testa in Sardegna.

Premetto che nessun pescapneista è contrario alla creazione di parchi marini, si resta però assai dispiaciuti quando si viene esclusi da questi con argomenti risibili, ad esempio escludere la sola pesca col fucile a causa di due motivi: la vulgata ambientalista fondata su preconcetti e, meri interessi economici, tutto qui.
A tale proposito allego tre foto, che solo queste dovrebbero far arrossire Vianello: si evince come in alcuni parchi in Spagna (ma anche in Francia) sia permessa la pesca in apnea, nelle zone cosiddette D. Nella terza foto si nota invece una lista di parchi Francesi dove, anche qui in alcuni viene concessa la possibilità di pescare.

Oltre che di Oceano Atlantico si badi bene, si parla anche di Mediterraneo, come da noi. Addirittura e, questo dovrebbe far riflettere quanto siano avanti con la ricerca, l'attività con bombole è vietata in alcuni periodi dell'anno (si legga a 3\4 l'articolo a corredo delle foto), mentre a Portoselvaggio opera un Diving che, approdando sotto costa, praticamente sugli scogli, scarica decine di bombolari al giorno in estate a Punta Lea, che restano nel raggio di massimo cento metri l'uno dall'altro disturbando il pesce che fugge a causa del rumore dei respiratori e del rumore della barca che viene ormeggiata a poca distanza. Diving peraltro in precedenza sanzionato dalle Autorità preposte a causa di questa censurabile condotta, confermatomi dal Comando Guardia Costiera di Gallipoli, da me contattato nelle giornata di ieri l'altro, il 18\10. Garantisco che il pesce di taglia accettabile staziona oltre i venti metri di profondità, quando invece dovrebbe essere molto più sopra in quella punta così isolata e perfetta dal punto di vista venatorio.

Quanto sopra indicato non è per svalutare i cugini con le bombole,  piuttosto è una conferma che anche coloro che dicono di "guardare soltanto" impattano nell'ambiente marino in maniera non trascurabile. Il pescatore in apnea invece, si immerge in assoluto silenzio ovviamente, ma chissà se tali fruitori potranno mai ammettere che ho ragione, a loro e alle già citate forme di pesca farebbe comodo avere il monopolio del Parco!
La FAO, ente morale mondiale, apolitico e obiettivo, ha stilato una graduatoria di impatto ambientale in ordine decrescente delle varie forme di pesca che è la seguente: pesca commerciale, pesca commerciale di piccola stazza, pesca amatoriale da imbarcazione, pesca amatoriale da riva, pesca in apnea. Chiunque parli un minimo di inglese può andare a consultarne il sito. Questo è un altro dato paradossale che dovrebbe far arrossire chi ci vuole escludere, ma ne dubito assai.

Leggendo con attenzione la lista dei parchi Francesi è facile intuire come siano facilmente controllabili perchè di modesta estensione, l'esatto contrario di quanto avviene in Italia, dove la mega area delle nostre AMP non  ne permette un efficace controllo, a tutto vantaggio del bracconaggio (quello che si dovrebbe evitare a tutti i costi) che anzi viene stimolato proprio a causa dell'assurdità di tale norma. A tale proposito, appena avrò la mia nuova cam, andrò nel Parco a scattare delle foto esplicative di piccole aree ma in grande numero, di scogliera deturpata dai cacciatori di datteri, che agiscono indisturbati a causa dei controlli praticamente assenti in diverse zone della AMP di Porto Cesareo, dove anzi il transito dei mezzi nautici sotto costa è una regola e persino la pesca con reti da posta in zona A; lo stesso mediocre destino a cui è destinato Porto Selvaggio, dove i pescatori di coscienza saranno esclusi mentre il bracconaggio non sarà controllato se non in minima parte a causa appunto della eccessiva ampiezza del Parco.

Ho personalmente assistito alla posa di reti da pesca direttamente nella baia (ma forse sarà controllata grazie alle telecamere sulla Torre dell'alto) e in quella di Uluzzo di sera, al buio (io rientravo), nei sopracitati parchi invece il pescato viene controllato sistematicamente dal personale addetto (un mio amico è stato nel Parco delle Bocche di Bonifacio in Corsica) i quali controllano anche che non vengano catturate cernie e corvine, prede assolutamente vietate anche al di fuori delle aree protette. Alquanto singolare se non paradossale infine, l'esistenza di un parco marino con al centro lo scarico di una fogna parzialmente depurata (a Torre Calderina di Bari il Ministero ha negato l'autorizzazione causa degrado della costa) che serve un bacino di utenza di almeno 40.000 persone in inverno e che preclude alla balneazione un discreto tratto di scogliera.
Ricordo tempo fa di una persona piuttosto ciarliera la quale disse che giammai avrebbe accettato anche le deiezioni di una nostra ex colonia, ci sarebbe da ridere se non ci fossero in gioco la salute pubblica e la nostra reputazione di gestori di un mega parco marino con fogna al centro!

Concludo esortando i responsabili di questa azione "green" con la proposta di introdurre delle zone D, come nei parchi di Francia e Spagna, magari in porzioni di costa di minor pregio, con i divieti di catturare le prede di cui sopra. Sono comunque sicuro di ottenere un nulla assoluto da questa mia, perchè sarebbe un pericoloso precedente che smuoverebbe tutto il movimento dei pescatori come me e, il burocrate non ha di certo gli attributi per avviare una politica di gestione del parco così lungimirante, ergo che francesi e spagnoli siano probabilmente dei fessi.

Matteo De Pace