Cronaca

GLOBALIZZAZIONE - Anche finanziaria. Ma una banca neritina ne paga le conseguenze

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Se una farfalla sbatte le ali a Tokyo... che cosa succede a Nardò?

La banca islandese salta per aria e a Nardò qualcuno ne subisce le conseguenze. Nel 2007 un artigiano neritino si rivolge ad un istituto di credito locale per investire parte dei propri risparmi per ritrovarsi un gruzzolo dopo qualche anno.
Così all'anziano viene fatto sottoscrivere un prodotto finanziario altamente rischioso, mascherato da una polizza vita, che ha come titolo sottostante (quello che con il suo andamento determina la performance della polizza) un'obbligazione emessa e garantita da una banca islandese. Purtroppo, nella primavera del 2009 la Kaupthing Bank (questo il nome dell’istituto di credito) è coinvolta nel default dell'Islanda: l'artigiano, pur avendo percepito fin lì un piccolo rendimento annuo, perde il capitale iniziale, restando con un pugno di mosche in mano.

Non gli resta che rivolgersi al giudice, che in primo grado gli dà torto, ma che in appello trova finalmente tutelate le proprie ragioni. E' di questi giorni, infatti, la sentenza della Corte di Appello di Lecce che ha condannato l'istituto di credito locale a rimborsare l'artigiano neretino, assistito dall'avvocato Andrea Frassanito, dell'investimento perduto. Sono stati violati dalla banca gli obblighi informativi gravanti sugli intermediari finanziari. Una vera e propria mazzata per l'istituto di credito che tra sorte capitale, interessi e spese processuali dovrà versare all'artigiano quasi ventimila euro. E tanta soddisfazione da parte dell’anziano che rivedrà i suoi sudati risparmi.