Cronaca

CHE SALTO - Massimo Albanese, dallo staff di Mellone alla presidenza dell'Asi

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NARDO' - I sindaci del Pd certificano la vicinanza del sindaco neritino ad un progetto politico più ampio, di un cinismo spietato nei confronti del centrosinistra neritino, coordinato da Stefano Minerva aka Michele Emiliano. Ancora nella mattinata di ieri i sindaci si preparavano a votare un ingegnere o un avvocato, imparentati tra loro, ma sempre indicati da Mellone. Ma ora infuria la polemica, non solo in città.

macca melloneIl tandem "Macca-Llone" o "Mello-Gnano" non ha funzionato

Mellone, nei giorni scorsi, nell'assemblea dei sindaci avrebbe "bruciato" il nome di un giovane e noto avvocato della città per l'ambitissima carica di presidente dell'Asi, il consorzio industriale che riunisce sotto questa sigla le zone industriali di diverse aree della provincia di Lecce, quasi tutte.
Un posto remunerato molto profumatamente, di potere, di evidenza pubblica. Ricoperto da gente come Benincasa, Angelo Tondo, Antonio Fitto. 
Poi, addirittura stamattina, il nome dell'avvocato è "saltato". Così come quello di un ingegnere. Ed è uscito, da parte del sindaco di Nardò il vero obiettivo: incardinare un suo fedelissimo, un quarantenne che fino ad ora ha fatto parte del suo staff a Palazzo Personè come esperto di bandi. Un suo alter-ego. Più ego che alter.
In municipio, intanto, infuria la polemica. A lungo, infatti, un consigliere della maggioranza melloniana, l'ingegner Paolo Arturo Maccagnano, ha riposto fiducia nel primo cittadino pensando ad una sua promozione in quel ruolo. Ma non è andata così. Un rischio evidentemente calcolato perché la maggioranza di Mellone è solida anche se Maccagnano, e non è detto, dovesse prendere le distanze.
Il Pd, a tutti i livelli ma soprattutto a quello locale, accusa il colpo: che credibilità avranno ora i consiglieri comunali, il segretario cittadino, i candidati in pectore per il Consiglio regionale, davanti a questa sontuosa prostrazione del partito ai piedi del sindaco di destra della seconda città della provincia?
Come minimo si ritroveranno insieme, come è successo per la Provincia, anche per la Regione. Se, addirittura, il Pd non farà la lista per le Comunali insieme a Mellone. CasaPd.
Di fatto, ed a tutti gli effetti, sta tornando in auge "quel" Pd del 2011 che a Nardò perdette le elezioni contro Marcello Risi. "Quel" Pd, che effettivamente si alleò con la lista Piazza Pulita in cui c'era Mellone, torna esistere e fa quello che meglio gli riesce: gli accordi di potere. In questa logica potrebbe inquadrarsi meglio anche il placido atteggiamento del sindaco di Nardò quando il "Minerva Presidente della Provincia", a differenza di Antonio Gabellone, ha deciso di istituire l'istituto alberghiero a Gallipoli. Una scelta che penalizza fortemente la città e davanti alla quale Mellone non ha fatto una piega.
Insomma, il futuro lascia intravedere il consolidamento del potere del sindaco (limitatamente al suo cerchio magico, sempre più ristretto e simile al pentacolo) ma qualche problema di troppo per la città ed i suoi equilibri, anche sociali ed economici.
Avanti Popolo? No, indietro tutta.