Cronaca

INTERVENTO - Corsi e concorsi. Oss, oppure SOS, si salvi chi può

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NARDO' - Quando le speranze dei tanti s’infrangono davanti a “membri” muti e non udenti, quasi alieni. Un pezzo di cronaca ma anche di costume da Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente.

 In questi giorni si sta svolgendo a Foggia il, tanto atteso, concorsone per l’assunzione di, migliaia, di Operatori socio sanitari, che andranno ad occupare posti carenti nelle Aziende Sanitarie pugliesi. 17mila aspiranti provenienti per la maggior parte dalle regioni del Sud Italia: giovani, e meno giovani; persone avanti negli anni, quasi anziani; dipendenti assunti già da decenni nelle aziende sanitarie pubbliche dello stivale che tentano la sorte, “il balzo” da ausiliario ad Oss, nonostante il titolo acquisito da decenni.

Un atto formale, sempre rimandato dagli amministratori regionali, e intenzionalmente infilato in questo concorso, per creare ancora più ansie, per i partecipanti, ed appetiti per i politici.      
Tutti, o quasi, arrivati a Foggia con una quota emotiva elevata, con abbondante scorta di patema d’animo, con le loro storie di vite lavorative precarie, di un’intera esistenza consumata e vissuta.

Con la maledetta, sempre presente, spada di Damocle sulla testa, quell’arma spuntata del licenziamento, in mano ai soliti privati crudeli, consacrati al profitto.

Altri sono arrivati con un incarico in scadenza negli Enti pubblici. Facile gioco, e semplice scherno di un potere politico, che fa finta di cambiar volto ma eternamente identico nei decenni, che tiene sotto scacco le classi meno abbienti con il dominio delle proroghe.
Partecipanti che dovrebbero essere già prossimi, al sicuro, collocati a riposo, ma che sperano ancora nell’assunzione, nel tanto agognato contratto a tempo indeterminato. Giovani madri giunte a Foggia, per sostenere l’esame, che esibiscono in braccio, con orgoglio e fierezza, i loro pargoli piagnucolanti. Probabilmente a sostegno, innanzi a commissari, austeri.    
Donne accompagnate da mariti e compagni, per dar loro coraggio;
giovanissimi impauriti (che ti fanno tenerezza) con al seguito padri e madri venuti in squadra, a far tifo, speranzosi che i loro ragazzi conseguano un bel voto dalle commissioni esaminatrici; donne con contratti illegali, e senza regole, che hanno voglia di uscire dal precariato.

Da una scarsa qualità della vita lavorativa, di quasi schiavitù, con un lavoro in case di riposo rette da caporali; donne che sognano di ottenere i contributi previdenziali, con contratti capestro, senza dignità perché remunerate con paghe da fame.
Questo ci raccontano le cronache delle giornate alla Fiera di Foggia.
Per tale concorso, ci riferiscono sempre i più informati, di volti, degli aspiranti Oss, turbati e tesi, di chi ha trascorso notti insonni a studiare sui libri, per preparare l’esame orale.
Una prova, che a detta del direttore sanitario della Asl Foggia, costruita per non dare adito a nessun tipo di mediazione o raccomandazione.
Ma sarà vero, che sono di pertinenza degli Oss? Non credo proprio.
Infatti, pare che le 20 commissioni, formate da dirigenti medici, infermieri e gli stessi Oss, peschino caso le domande, ma saranno attinenti agli argomenti che hanno studiato nei corsi gli operatori?  
Perché da quello che sappiamo, si rivolgono quesiti sulla legge 104/92, sulla legge Gelli, sulla 626; sorteggiano domande complicate di anatomia e fisiologia, e finanche di come si interviene in una sala operatoria.
Caro direttore, avete progettato anche questi quesiti?

E allora che centrano gli Operatori socio sanitari con tali argomenti?
Chi ha superato l’esame, forse per discolpare i “membri” commissari o per aggraziarli agli occhi degli altri, che mal capiteranno, ha diffuso notizie del tipo: “le commissioni ti aiutano”; state tranquilli che vi vengono incontro con le domande; sono bravi e vi suggeriscono”.
Tutte leggende che, davanti alla realtà dei fatti, svaniscono come neve al sole. In realtà, si scoprire ci siano concorrenti che fanno scena muta, che sono rimasti spaventati, davanti all’argomento, perché era quasi di accesso alla facoltà di medicina. Ma in ogni caso “incredibilmente” hanno ottenuto un bel 30. E dunque, male che vada, un posto in graduatoria assicurato.
Altri, si sono ritrovati dinnanzi una “anomala” commissione “di muti e non udenti” che non annuivano, non comunicavano neanche tra di loro, sembravano come “scappati da casa”. Non ti incoraggiavano, anzi se il concorrente chiedeva uno stimolo per continuare a parlare, per sapere come stesse procedendo il suo colloquio, giravano il capo dall’altra parte, o guardavano il soffitto, come affetti da patologia neurologica.
Apparivano degli alieni a quel consesso. Infatti, nonostante il partecipante, malcapitato, avesse risposto bene all’unica domanda facile, perché argomento inerente l’Oss, è risultato fuori concorso.
Questa commissione (forse l’unica così composta, tra le tante, appositamente per sfoltire le liste dei candidati) sembra una beffa e un danno verso i tanti aspiranti che sono stati “scartati” e che invece avevano partecipato a Foggia riponendo grandi speranze, aspettative legittime di chi crede di poter risolvere, definitivamente, la propria condizione lavorativa, ed occupazionale.
E invece, si sono ritrovati innanzi dei giudici inflessibili, come dei commissari d’esame di fine ‘800, che facevano domande sullo statuto Albertino: occhialuti sapientoni che avevano solo l’ordine di “tagliare fuori” le vite di tante persone e famiglie.