NARDO' - Antiche masserie che diventeranno alberghi, zone agricole oggetto di varianti, cambi in corsa in aree turistiche. Il Consiglio comunale si prepara ad affrontare diverse situazioni che comportano modificazioni del territorio ed al suo assetto, questioni già passate attraverso la commissione consiliare permanente ed ora formalizzate con proposte di deliberazione da sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale che sarà celebrato oggi.
Ma dai banchi dell’assise si leva una voce: “colleghi consiglieri, attenti al momento in cui andrete ad alzare la mano perché l’urbanizzazione deve cambiare in seguito all’adozione di uno strumento organizzato e che dia organicità ed armonia agli interventi”. Si tratta dell’azzurra Paola Mita che ritiene prioritario, invece di estemporanei atti “a macchia di leopardo”, adottare il Pug con cui si possa, senza che si intraveda l’ombra di un favoritismo o di una decisione estemporanea e superficiale, tutelare i beni comuni e gli interessi collettivi, nell’ottica di uno sviluppo delle opere armonizzato con l’ambiente.
“Discutere, approvare ed adottare strumenti urbanistici al passo con i tempi – dice Mita – significa giungere a soluzioni condivise dalla politica in maniera unanime, con una decisione che coinvolga tutti. Anche i cittadini, le parti sociali, i possibili investitori. Così, a botta di varianti e tirando alla lunga questo comportamento, c’è il grave rischio di commettere errori che poi verranno pagati dalle future generazioni”.
Diverse le delibere in cottura sulle quali il Consiglio comunale sarà chiamato ad esprimersi. Una riguarda la variante allo strumento urbanistico vigente per consentire di trasformare (a cura di una società ingegneristica di Lecce) una grande masseria ai confini del territorio neritino, in località “Donna Menga”, in albergo. L’area in questione è poco distante da Torre Lapillo è può avere, quindi, un interesse turistico. Il secondo caso riguarda una società con capitali di Copertino che intende realizzare un lotto di “case vacanze” in via Duccio Da Boninsegna, a Boncore. E anche in questo caso è richiesta la variante urbanistica.