Cronaca

CASO BORGIA - Il giudice propone l'archiviazione per Mellone e sette assessori

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NARDO' - Alla vicenda originaria si era aggiunta una denuncia dell'imprenditore nei confronti dell'alter ego di Pippi Mellone.
capoti2(Il vicesindaco Oronzo Capoti nella sede della Libra, il suo movimento)

Arriva ad un punto di svolta la vicenda giudiziaria, iniziata poco dopo l’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale, che riguarda la ditta Borgia e l’esecutivo retto dal sindaco Pippi Mellone. Il sostituto procuratore della Repubblica, Donatella Palumbo, ha firmato un decreto di archiviazione nei confronti del primo cittadino e di sette assessori della giunta dell’epoca che erano accusati di abuso d’ufficio in concorso tra loro.

Come strascico della vicenda c’è, inoltre, un fatto avvenuto nell’ottobre scorso e che vede, come protagonista, sempre il titolare della ditta Borgia il quale denunciò il vicesindaco Oronzo Capoti a causa di un diverbio avvenuto nel municipio di via Falcone Borsellino ed alla presenza di alcuni dipendenti comunali. In questa occasione il vice di Mellone ha incontrato l’imprenditore nel municipio (il due ottobre scorso) dove lo avrebbe aggredito invitandolo ad uscire dall’ufficio con metodi bruschi. Tanto che l’uomo propone, a corredo della denuncia, anche un referto medico.

Ma anche in questo caso è il giudice Palumbo, che si occupa di entrambe le questioni e le riunisce in un unico decreto che rimanda al Gip, propone l’archiviazione pur stigmatizzando l’atteggiamento del vicesindaco giudicando “disdicevole la sua condotta per la figura istituzionale ricoperta” ma che non configura diffamazione e lesioni.

La prima querela di Borgia lamentava l’illegittimità della revoca della concessione, a suo discapito, dell’illuminazione votiva nel camposanto neritino. I profili di natura amministrativa – osserva il giudice – hanno trovato tutela nel contenzioso che si è dipanato nelle aule del Tar e del Consiglio di Stato. Per altro la vicenda si è conclusa con un atto di transazione tra Borgia e il Comune secondo il quale la ditta Borgia proseguirà a gestire il servizio di illuminazione votiva fino al luglio 2021.

Una “soluzione” consensuale che, di fatto, favorisce l’evolversi della vicenda verso questa richiesta di archiviazione. Ora Borgia ha la disponibilità dei tempi tecnici per opporsi, oppure no, alla richiesta di archiviazione.