Cronaca

LA DELIBERA IN PDF - Il nuovo parco dell'Incoronata sarà dedicato alla memoria di Franco Plantera

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NARDO' - Pippi Mellone e la sua gestione si dimostrano un tritacarne di princìpi che poggiano su piedi d'argilla, precetti e catechismi validi per tutti meno che per qualcuno, enunciazioni para-moraleggianti, proclami strillati per convincere i distratti. Che poi vengono rimessi sotto forma di bolo informe. Non digerito nè rialaborato, ma solo premasticato così che abbia un nuovo aspetto da presentare alle folle, con fini di consenso.

Per la prima volta, nella storia cittadina, compare la politica ruminante. In grado di farsi portavoce della (presunta) Rivoluzione ed, essa stessa, incarnare quasi contestualmente e simultaneamente la Restaurazione.
Stroboscopico, un ciclo continuo di congruenza e contraddizione, praticamente simultanee, su un piano della realtà così psichedelico da far venire il mal di mare se lo si guarda a lungo.
Un'orgia confusionaria e volgare che, alla lunga, renderà sterile quella comunità che dovrebbe seguirne la traccia o l'insegnamento. Tempo al tempo.

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Dall'uomo che spara a zero, in ogni ora del giorno, contro la vecchia politica e contro un'epoca che non esiste più arriva una dedica che dovrebbe far rabbrividire soprattutto chi, di questa dedica incongrua, è destinatario. I democristiani di quell'epoca, gli eredi di questi nomi. Che sanno perfettamente che cosa pensa Mellone della "vecchia politica". O solo perché ne sono amici pensano che ci sia, per loro, una deroga? Un indulto?

Franco Plantera è stato segretario della Democrazia Cristiana negli anni Ottanta e Novanta, ai vertici della Dc locale e provinciale per una quindicina d'anni. Moroteo, poi vicino a Donat Cattin esponente di spicco della Democrazia Cristiana e leader della corrente interna Forze Nuove. Un conoscitore profondo, un attore principale della politica democristiana di quegli anni.

Il parco dell'Incoronata si trova sull'area dove sorgeva lo scheletro del costruendo "nuovo municipio", mai ultimato, da sempre indicato da Mellone come simbolo dello spreco di denaro pubblico. E che quei governi Dc avevano voluto, ideato e, in parte, costruito. Ora Mellone, con i fatti e gli atti, si improvvisa intonacatore di ipocrisie politiche. E imbianca il sepolcro.