NARDO' - Nelle stanze dei bottoni, nel municipio melloniano, gli strateghi della politica locale biascicano mezze frasi, a chi telefona, sull'imminente progetto esecutivo per realizzare il nuovo palazzetto dello sport. Ma, evidentemente, andrà trovato il denaro con qualche finanziamento esterno perché opere faraoniche e non necessarie, come la ciclabile sul lungomare tra le marine (tre milioni di euro con soldi del bilancio, quelli delle tasse dei cittadini...), hanno prosciugato la capacità di spesa del Comune. E i proventi della vendita (la gara è in revoca) del gerontocomio stanno svanendo.
L’Amministrazione comunale di Nardò sta predisponendo gli atti per la revoca della vendita del gerontocomio, una procedura mai perfezionata. Una vendita data per scontata e per avvenuta dalla maggioranza di Mellone. Ma il presunto nuovo proprietario, un imprenditore nel ramo delle costruzioni, non ha mai effettivamente preso possesso dell’enorme edificio. Tanto è vero che pur essendo stata “affidata” alla ditta (con apposita delibera), la struttura è rimasta nella disponibilità del Comune tanto da ospitare, al suo interno, il tendone del circo. Come se si trattasse ancora di una proprietà pubblica.
I dirigenti comunali, comunque sia, in questi giorni stanno predisponendo i passaggi burocratici per la revoca della vendita dell’immobile, l’annullamento della gara e – se sarà ritenuto ancora vantaggioso da parte della politica – la predisposizione della nuova gara.
La storia, a suo modo, è avvincente. L’Amministrazione comunale annuncia per voce dello stesso sindaco Pippi Mellone, durante il comizio per festeggiare i primi due anni di gestione, che il gerontocomio è stato venduto per un milione e 630mila euro. Anche nel predisporre il bilancio se ne prende atto. Nei 1820 metri quadrati coperti, spiega il primo cittadino, verrà realizzato un punto nascita nel quale i bambini tornerebbero a nascere a Nardò, una residenza per anziani ed un nucleo dedicato all’assistenza di persone disabili. L’assessore al Welfare, Maria Grazia Sodero, da “cittadina e da mamma” parla di una prospettiva che riempie il cuore.
Sempre Mellone annuncia, in un’altra occasione ed ai tifosi del basket, che con quel milione e seicento sarebbe stato realizzato un palasport da 1500 spettatori. E dopo conferisce anche gli incarichi professionali per la progettazione e per la predisposizione del terreno, individuato in via Cuoco.
Ma in molti sapevano che nulla sarebbe potuto essere realizzato per vizi importanti dell’atto originario.
“La questione della illegittimità dell’alienazione dell’ex gerontocomio – dice il consigliere del Pd, Lorenzo Siciliano - era stata pubblicamente sollevata alcuni mesi addietro dall’ex sindaco Marcello Risi, secondo il quale il procedimento di aggiudicazione era gravemente viziato per palese violazione del codice degli appalti”. Secondo Risi, che sulla vicenda ha depositato un esposto alla Procura e che sta lavorando ad un secondo esposto alla Corte dei Conti, la gara per la realizzazione del nuovo palazzetto andava rifatta, previa revoca della vendita dell’immobile. Ed a questo si sta arrivando.
“La vicenda si racconta da sola: Mellone ha inventato, forse per ingenuo entusiasmo, forse per calcolo elettoralistico per chissà quale competizione alla quale intendeva partecipare, di aprire un centro nascita e costruire un palazzetto. Entrambe sono state, ed oggi si palesano ancora di più, come due incredibili prese in giro” conclude il consigliere.