NARDO' - Il comune di Nardò ha preso contatti con quello di Cavallino al fine di ottenere materiale di risulta, inerte, utile alla risagomatura della discarica di Castellino.
L’enorme impianto è, fin dall’inizio del 2007, chiuso ai conferimenti ma la montagna di rifiuti è “incompleta”. La chiusura definitiva del sito – propedeutica alla cosiddetta post-gestione trentennale con la realizzazione di un boschetto o un’area a verde – avverrà solo quando verrà colmato con materiale inerte ogni dislivello esistente. I costi, però, sono altissimi e non si sa chi dovrebbe pagarli perché l’impianto è privato. Anche in questo caso la Regione dovrebbe autorizzare il trasporto del materiale, e il relativo surplus di costi, da Cavallino a Nardò.
“Sono passati oltre tre anni e – dice il consigliere comunale Lorenzo Siciliano – e gli attuali amministratori sono stati capaci neppure di pubblicare l’esito del piano di caratterizzazione. Conferenze dei servizi, fiumi di parole, comunicati sensazionalistici. Nulla di concreto. Parliamo di un personaggio che racconta menzogne, Pippi Mellone, e di un altro che annuncia la imminente messa in sicurezza della discarica da quando ricopre il ruolo di assessore all’ambiente”.
Il riferimento è a Mino Natalizio. “L’assessore che all’epoca, Flavio Maglio, aveva trovato una soluzione con il trasporto a Nardò con 46mila tonnellate di frazione secca, le cosiddette ecoballe, venne letteralmente messo in croce” ricorda Siciliano. In ogni caso la soluzione non è attuabile perché se lo era ai tempi di Maglio, che avrebbe risolto il problema nel 2013, perché le ecoballe non sono più disponibili. Ora però, si tenta il bis, questa volta con la terra di riporto.