Cronaca

NON C'E' PARAGONE - Un commento da parte di un (quasi ex) "grillino"

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NARDO' - Caro direttore, con l’espulsione del senatore Gianlugi Paragone, il M5S ha concluso un anno orribilis. Un anno che ha visto fuoriuscite deputati, con adesioni ad altri gruppi che non condivido, ed espulsioni per motivi irrazionali e del tutto autoritari.

Parto da Paragone, perché con la sua odiosa espulsione il movimento ha raggiunto l’apice della follia e nello stesso tempo il fondo dell’incapacità nel dirigere quell’organizzazione. Se mai ce ne sia tata una. Paragone, con tutti limiti, è il classico rappresentante che ha aderito al movimento perché anti-casta, che compie il suo dovere nei dettami precipui di quel movimento. Nel momento in cui il M5S si è allontanato, come ha fatto Di Battista, ed altri, senza fare rumore per non essere cacciati, per accogliere i principi delle compatibilità europee, cari a tutta la classe politica italiana, in testa il pd, sono iniziati (giustamente) i primi mal di pancia di tanti senatori e deputati eletti con i 5stelle.

Ma se un movimento nasce come anti-sistema dei partiti corrotti, parlando addirittura contro l’euro e lanciando una campagna referendaria verso la moneta unica, e poi vota i peggiori rappresentanti europei della finanza. Come si può più dichiarare anti-casta e a favore del popolo? Del resto lo stesso sen. Paragone dice: “come possono dichiarare di volere la revoca per le concessioni ai Benetton, per autostrade, e poi chiedere agli stessi Benetton di salvare Alitalia?” E come per Alitalia ed autostrade è stato fatto per Ilva, per Tap, per la Xylella, ecc…

Con l’alleanza, organica al pd, i 5Stelle hanno dichiarato la morte politica e la loro tanto sbandierata indipendenza. Ad es. l’espulsione di un’altra deputata come la Veronica Giannone, accusata ingiustamente di assenteismo: la verità è che questa espulsione è stata voluta perché la Giannone aveva manifestato la sua contrarietà alla Tap, e ai decreti di Salvini.

Oggi Veronica Giannone lavora senza sosta, come una leonessa, nelle commissioni e in Parlamento difendendo le famiglie e le madri colpite da ingiusti decreti, di alcuni giudici, e in difesa dei bambini maltrattati da padri violenti e da alcune istituzioni sociali. E questa deputata dimostra di saper fare il suo mestiere, e così che la sua espulsione si è dimostrata l’ennesima compiuta, a torto, da un movimento che ormai ha perso la bussola della lotta, del conflitto sociale.

Dunque, con l’espulsione di questo ennesimo senatore, delusione e scoramento sono i sentimenti che mi sento di esprimere in questo momento. Dopo che il sottoscritto aveva tentato di credere in questo movimento, perchè davvero pensavo fosse di riscatto per il mondo del lavoro, (vista l'assenza di una sinistra vera d'alternativa) e per un’Italia che potesse rialzarsi dai disastri compiuti dal Pd e da quel sistema dei partiti corrotti, che sono proni davanti all’Europa dei banchieri e della finanza, oggi mi devo ricredere amaramente.

Maurizio Maccagnano sindacalista dissidente