Cronaca

INTERVENTO - E' possibile un mondo senza plastica?

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NARDO' - La campagna NO PLASTICA sta ottenendo buoni riscontri nella nostra città.

NO PLASTICA. PRODURRE E CONSUMARE PLASTICA VUOL DIRE AUMENTO DEL GAS SERRA E DELLA TEMPERATURA DEL NOSTRO PIANETA.

Oltre alle tartarughe intrappolate, i cetacei uccisi dai rifiuti, le fibre microscopiche ingerite dai pesci e la contaminazione delle acque la plastica abbandonata, i bicchieri, le buste e le cannucce monouso disperse nell'ambiente contribuiscono anche al riscaldamento globale. Infatti gli oggetti di plastica degradandosi producono molte quantità di metano ed etilene che compongono il gas serra. Il metano, in particolare, è molto più potente dell'anidride carbonica come effetti sull'innalzamento della temperatura del pianeta.A scoprirlo sono stati ricercatori dell'Università delle Hawaii. Anche in quello che dovrebbe essere un paradiso terrestre, il problema dei rifiuti sulle spiagge sta diventando serio. Hanno osservato la degradazione delle più comuni plastiche (policarbonati, acrilici, polipropilene, polietilene) per un periodo di circa sette mesi scoprendo questo effetto inaspettato che getta nuovi motivi di preoccupazione sull'utilizzo e la dispersione in mare di questi materiali. Ma stiamo attenti ,la plastica infatti non si degrada solo quando viene gettata in acqua ma anche come componente maggioritaria dei rifiuti dispersi sulla terraferma, nelle città, nelle discariche, nei materiali da costruzione e persino negli abiti che indossiamo.

In particolare, scrivono i ricercatori, che “ il diffusissimo polietilene, il più prodotto e comune tra i rifiuti di polimeri sintetici è anche il produttore più prolifico di entrambi i gas”. Come se non bastasse I rifiuti di polietilene a bassa densità (Ldpe) usato per imballaggi e confezioni di alimenti, una volta esposto alla luce del sole “ viene innescato “ e continua a produrre gas anche di notte. Inoltre le fratture che si creano con l'esposizione alla luce, spiegano ancora i ricercatori dello studio pubblicato sulla rivista Plos One, col tempo aumentano la superficie esposta alla degradazione foto-chimica, e quindi accelerano la produzione dei gas serra nocivi.I gas serra, come l'anidride carbonica e metano sono trasparenti alle radiazioni solari che entrano nell'atmosfera e trattengono le radiazioni infrarosse, generando effetto serra e contribuendo così all'aumento della temperatura e alla 'febbre' del Pianeta. In passato hanno creato le condizioni per la vita sulla Terra, riscaldandolo. Ora però le emissioni per mano dell'uomo stanno modificando profondamente il clima, con effetti potenzialmente disastrosi: dalla siccità a fenomeni meteorologici sempre più violenti, fino allo scioglimento dei ghiacciai e all'innalzamento dei mari.La preoccupazione per l’aumento dell’effetto serra quindi cresce con l'aumentare della produzione di plastica che purtroppo non accenna a diminuire. Nel 2019 la produzione , l’incenerimento e lo smaltimento della plastica nel mondo hanno aggiunto nell’atmosfera più di 850 milioni di tonnellate di CO2 che è pari all’inquinamento di 189 nuove centrali a carbone da 500MW. L’Italia è il secondo produttore di rifiuti plastici nel Mediterraneo e in questo mare “ chiuso “ vengono riversate ogni anno 570.000 tonnellate di plastica.

La produzione e l’accumulo nell’ambiente delle plastiche rappresentano una significativa sorgente di gas serra di micidiale impatto ambientale che è ancora difficile da conteggiare e quantificare. Purtroppo questo è solo una delle incognite da indagare sul futuro del clima tenendo anche conto che miliardi di tonnellate di CO2 e metano sono intrappolati nel permafrost siberiano e il loro scioglimento costringerebbe a rivedere tutti i calcoli e le proiezioni sul taglio delle emissioni.E’ difficile cercare di capire quanta plastica in mare e sulla terraferma è davvero esposta alle radiazioni e alla degradazione.

La soluzione quindi , come ripeto da tempo, è una sola: fermare la produzione e l’utilizzazione di plastica alla sorgente, specialmente quella monouso e seguire l’esempio della Caritas di Nardò ,di alcune Scuole, della Associazione “ Punto di Incontro “ e di tante famiglie della nostra città che hanno tolto dal loro consumo soprattutto bottiglie, piatti, bicchieri e stoviglie di plastica.

Pantaleone Pagliula