NARDO' - Pare che l'Amministrazione comunale abbia deciso il cambiamento già alcuni mesi fa, probabilmente a novembre. Ma della sbandierata trasparenza non c'è traccia: nessuno sapeva nulla. Dopo aver scoperto tutto, però, i cittadini hanno chiesto conto all'Amministrazione comunale ed il tecnico incaricato ha confermato: il progetto è stato spostato a Santa Maria. Dove sarà costruita, a due passi dal mare, una struttura per reception, biglietteria e accoglienza viaggiatori, con una ampia piattaforma. Per far partire i ricchi ed arrivare, prima o poi, da qualche parte.
La Giornata della Memoria di Santa Maria al Bagno sarà ricordata soprattutto dagli organizzatori dell’evento, autorevoli ospiti giunti in aereo da Londra, che hanno scoperto come il giardino dedicato all’accoglienza sarà “invaso” o addirittura sostituito da uffici, bagni e reception destinati all’approdo dell’idrovolante che dovrà collegare Nardò a Corfù. Un progetto per ora abbastanza misterioso ma la cui progettazione è già finanziata.
La precedente location della quale si è parlato per anni non è più utilizzabile per problemi burocratici (ci sarebbe stato un diniego non preventivato da parte di organi superiori): l’Amministrazione comunale aveva scelto la Punta dell’aspide anche per un facile collegamento con le attività ricettive della zona che avrebbero potuto offrire una attrazione costosa, ma esclusiva, come il volo diretto per la Grecia. Invece no, il luogo era sbagliato.
Ora l’Amministrazione guarda al cuore di Santa Maria e precisamente l’insenatura sul lungomare Lamarmora che si trova in corrispondenza del ristorante “Da Ginetto”, per intendersi. Una zona molto frequentata, centralissima, che dovrà ospitare – adesso – gli uffici a servizio dell’idrovolante e una piattaforma ampia diverse centinaia di metri.
A confermarlo sono state le parole pronunciate pubblicamente dagli amministratori comunali – erano presenti sia il sindaco Pippi Mellone che il vicesindaco Oronzo Capoti – proprio mentre veniva deposta una corona d’alloro nel “Giardino dell’accoglienza e della memoria” che ora dovrà condividere, o lasciare lo spazio, alla nuova struttura.
Il problema? La denominazione del parco è stata attribuita soltanto il due luglio scorso dalla giunta comunale dopo la decisione della commissione toponomastica presieduta da Andrea Siciliano e un lavoro preparatorio dell’ex assessore Stefania Albano. Dopo questa “ufficializzazione” del parco (strappato al degrado, negli anni, dai suoi ideatori, grazie alla piantumazione di essenze e piante di pregio) l’artefice dell’intero progetto, il professore universitario e avvocato londinese di origine salentina Pierluigi Congedo, ha donato al sindaco una targa offerta dalla ditta Maceri.
Ora però, lo stesso Congedo, giunto apposta in aereo per trovarsi puntuale il 27 gennaio, come ogni anno, nel giardino donato alla collettività a Santa Maria, ha appreso del nuovo progetto. Con il tipico aplomb inglese, sicuramente. Ma non ha nascosto il disappunto per averlo scoperto casualmente, durante la posa della corona e della lapide.