Cronaca

MAURIZIO LEUZZI - Che, tra le perdute promesse, ricorda il "No alla merda di Porto Cesareo"

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NARDO' - Quanto più mediocri e inconsistenti sono i risultati di questi quattro anni di “rivoluzione”, tanto più Mellone incalza i cittadini con post sui social e manifesti ovunque per convincere i neretini del contrario. E questo in perfetto stile populista e in forza di una spregiudicata comunicazione con cui si raccontano menzogne e false verità per carpire buona fede e consenso elettorale. Cose mai viste! Mai a Nardò un sindaco si è spinto così in basso.

E non si tratta solo di non avere mantenuto gli impegni elettorali. Mellone aveva detto “no alla merda di Porto Cesareo” e tra i primi atti della sua amm.ne c’è invece l’accordo per portare nel nostro territorio i reflui fognari di quel comune. Aveva detto “niente più consumo di suolo”, e invece ha approvato il progetto della “Sarparea” senza neppure tentare di migliorarne l’impatto ambientale a tutela della bellezza del sito. Aveva detto di voler puntare su un “turismo di qualità” ed invece ha mortificato il centro storico trasformando Piazza Salandra in area mercatale per sagre e discoteca, smantellato progetti culturali come “mediterraneo insieme” e “chiese aperte” che richiamavano centinaia di turisti, cancellato il progetto per la riqualificazione delle facciate degli immobili privati con cui si ridava decoro al borgo, dimenticato gli incentivi per i commercianti indispensabili per consentire loro di sopravvivere specie in bassa stagione.

E non si tratta neppure di mentire solo per appropriarsi di meriti non suoi. Come sta succedendo in questi giorni a proposito del progetto della rete idrica e fognaria in zona Pagani, che risale al 2014 e quindi merito dell’Amm.ne Risi e non certo suo.  

Ciò che è grave e sconcertante, è che le “cose mai viste” di Mellone, sono proprio quelle di cui parla da quando si è insediato: l’idrovolante per il collegamento con la Grecia, la cittadella dello sport, la piscina (che invece è privata), il punto nascite…

Insomma abbiamo un sindaco che invece di preoccuparsi di fare le cose, si ingegna insieme al suo staff per come parlarne, disegnarle sui manifesti, e far credere alla sua comunità che esistano veramente! Insomma abbiamo un sindaco che, approfittando dell’attuale sistema di comunicazione politica fatto di slogan sui social e di “mi piace” postati ad arte e a comando dai suoi fans, mente ai suoi concittadini, senza alcuna remora o alcun pudore, raccontando di una Nardò che non esiste, se non sui suoi manifesti.

Ciò che invece esiste, sono solo le centinaia di transenne e i lavori ovunque per una pista ciclabile il cui assurdo tracciato ne vanifica l’utilità, e una serie di rotatorie realizzate da Mellone con i nostri soldi, di cui non si avvertiva certo la necessità, salvo che per trovare una collocazione al “Toro” (costato anch’esso curca 40.000 euro dei nostri soldi).

In definitiva quattro anni di “rivoluzione” senza che Mellone abbia mai realizzato qualcosa in grado di migliorare concretamente le condizioni di vita dei neretini e l’economia di questo paese. Quattro anni in cui Mellone, preoccupato solo del consenso elettorale e della sua carriera politica, neppure lontanamente sia riuscito ad interpretare i bisogni e le aspettative della sua comunità.

Maurizio Leuzzi (ex assessore)