NARDO' - “Salviamo masseria Tèrmide dal degrado e dall’abbandono: una delle più storiche ed importanti masserie fortificate del Salento".
È necessario che la Regione Puglia avvii subito le procedure per realizzare gli interventi di manutenzione dell’immobile per prevenire danni strutturali che possano compromettere irreversibilmente la stabilità del bene e tutelare il patrimonio storico e artistico che lo stesso rappresenta.
Per questo ho inviato una nota al Servizio regionale Amministrazione beni del demanio armentizio, ONC e Riforma fondiaria per richiedere interventi di manutenzione immediati”, lo afferma il consigliere regionale del M5S Cristian Casili, portando alla luce la storia della masseria fortificata Torre Tèrmide, a pochi chilometri a nord-ovest dal centro abitato di Nardò, nell’agro denominato Arneo. Masseria Termide è una struttura che appartiene alla tipologia delle torri a base scarpata con scala esterna, conformazione tipica dell’area di “affittimento neretina”, in cui la stessa è inserita.
Il toponimo Tèrmide indica, nel dialetto locale, l’olivastro specie tipica della macchia mediterranea. L’impianto originario della masseria era composto da vari corpi facenti parte dell’insediamento agricolo, vani accessori, un’aia, una cappella dedicata a Sant’Antonio, e un cisternone per la raccolta delle acque piovane.
“Nel 1952 la proprietà dell'immobile, originariamente in capo a privati, è stata trasferita con decreto del Presidente della Repubblica all' ’Ente per la Riforma Fondiaria di Puglia, Lucania e Molise (ERSAP) .Il vasto latifondo di circa 630 ettari è stato dapprima dissodato e bonificato ed in seguito diviso in poderi e quote destinati ai contadini assegnatari con patto di riservato dominio. Con il fallimento della Riforma Fondiaria, tutto il complesso è entrato in un lento declino. Attualmente la masseria rientra nel patrimonio indisponibile della Regione.
Lo stato di conservazione dell’immobile è pessimo e sui terreni circostanti sono sversati illecitamente rifiuti di ogni tipo, che oltre a rappresentare un danno per l’ambiente alterano la bellezza del paesaggio rurale. Risulta particolarmente critica la tenuta strutturale dell’immobile a causa della mancanza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che rischia di compromettere la stabilità dell’edificio. Si tratta di un bene di alto valore storico, culturale e paesaggistico - conclude Casili - che andrebbe adeguatamente recuperato e valorizzato.
Per questo ritengo doveroso l’immediato intervento dell’ente regionale, a cui spetta, per legge, l’attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del bene. A detto intervento dovranno seguire iniziative utili per recuperare, valorizzare e restituire alla comunità una delle più belle masserie della nostra terra ”.