NARDO' - Manca l'elemento oggettivo dello sforamento del patto. Il ricorso alla procura è infondato. L'Amministrazione guidata da Mellone aveva trascinato i predecessori davanti alla magistratura contabile ma ora dovrà pagare 12mila euro (purtroppo pagheranno tutti i cittadini, con le loro tasse).
Patto di stabilità 2012: la vicenda innescata da un esposto di Mellone e Capoti, attualmentesindaco e vicesindaco.
Anche nel giudizio di secondo grado (sentenza 146/2020) la Corte dei Conti giudica ineccepibile l’operato dell’amministrazione Risi.
"Un’altra grande soddisfazione - dice l'ex sindaco - che mette ancora una volta a nudo le bugie e le falsità raccontate da Mellone (attuale sindaco) e Capoti (attuale vicesindaco) quando, dall’opposizione, cercavano consensi diffamando e calunniando.
Sono molto contento per tutti gli amministratori e i funzionari che hanno collaborato con me in anni complicati, per i cittadini, per tutti coloro che ci sono stati vicino.
Ringrazio gli avvocati che ci hanno accompagnato, con grande dedizione, in questa vicenda: la professoressa Gabriella De Giorgi, Germano Scarafiocca, Giuseppe Bonsegna, Andrea Frassanito.
Non ho mai avuto alcun dubbio sull’esito di questo procedimento. Prima o poi la verità viene a galla. E sommerge le bugie e le cattiverie di chi sa solo odiare".
Già in primo grado la Corte dei Conti annullò le proposte di sanzioni a carico degli amministratori, condannando il Comune di Nardò al pagamento delle spese legali (12mila euro) che, però, non pagheranno i due denuncianti ma tutti i neritini, con le loro tasse.