Cronaca

TUTTA DA LEGGERE - Chirurgia, Radiologia... un disastro. La lettera aperta sulla situazione dell'ex ospedale di Nardò

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NARDO' - Vista anche dall'interno, la situazione del Poliambulatorio Distrettuale di Nardò diviene ogni giorno più allarmante a causa di inerzia prolungata e ritardi preoccupanti nell’attuazione del Protocollo d’intesa, pattuito nel 2013 fra Regione, ASL e Comune di Nardò, in forza del quale l’ex ospedale di Nardò è stato trasformato in Presidio Territoriale di Assistenza.

LETTERA APERTA

Dott. Michele Emiliano, Presidente della Giunta Regionale della Puglia
Dott. Rodolfo Rollo, Commissario ASL Lecce
Dott. Oronzo Borgia, Direttore del Presidio Territoriale di Assistenza di Nardò
Avv. Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò

Oggetto: situazione del Presidio Territoriale di Assistenza di Nardò.

Pregiatissimi Signori,

la situazione del Poliambulatorio Distrettuale di Nardò diviene ogni giorno più allarmante a causa di inerzia prolungata e ritardi preoccupanti nell’attuazione del Protocollo d’intesa, pattuito nel 2013 fra Regione, ASL e Comune di Nardò, in forza del quale l’ex ospedale di Nardò è stato trasformato in Presidio Territoriale di Assistenza (con quel protocollo la Regione e l’ASL si impegnavano a realizzare addirittura un Poliambulatorio di terzo livello).

L’attuale situazione finisce col privare il territorio di Nardò e del distretto di una soddisfacente offerta sanitaria, che sarebbe stata decisamente potenziata se fosse stato concretizzato il programma di investimenti annunciato nel giugno del 2017 dalla direzione sanitaria dell’ASL Lecce, retta allora dalla dott. Silvana Melli, che prendeva il via dall’accesso ai fondi FESR. Con quattro milioni e mezzo di euro, messi sul piatto dall’ASL di Lecce, erano stati previsti l’adeguamento antisismico, di altri impianti, del sistema antincendio e altre opere edili.

Quel programma aveva previsto l’aumento dei posti dialisi, la Residenza Sanitaria assistita, un importante incremento e il rinnovo della dotazione tecnologica e strumentale, per la quale una particolare menzione meritava il macchinario TAC a 64 strati, sicuramente migliore di quello attuale a un solo strato, vecchio, obsoleto e spesso bisognevole di manutenzione e riparazioni, a causa delle quali non si puo’ escludere che se ne interrompa l’utilizzo, anche nel corso di scansioni su pazienti che abbiano già assunto liquido di contrasto. Perché la Direzione generale dell’ASL non ha ancora provveduto a sostituire il macchinario obsoleto e probabilmente poco affidabile con un nuovo dispositivo TAC che garantisca minore irradiazione? A questo proposito, avvertiamo la necessità di far presente che non sembra normale che attività di indagine di questa sorta, tipiche dell’offerta sanitaria sul territorio, finiscano in questo modo con l’essere accentrate sulle già congestionate strutture ospedaliere.

Con riguardo all’attività di chirurgia, c’è da dire che sebbene il Poliambulatorio di Nardò abbia avuto assegnato l’unico day service chirurgico completo, gli interventi (oculistica: cataratta; chirurgia: ernie inguinali, emorroidi; ortopedia: artroscopia, tunnel carpale) sono sospesi o fortemente diminuiti sia a causa di assenze giustificate sia per l’insufficienza di ore “specialisti” assegnate al Poliambulatorio, sia perché i micro interventi di day service vengono impropriamente assorbiti dalle strutture ospedaliere. Tale contrazione operativa rischia di bloccare malauguratamente l’attività chirurgica, lasciandone indeterminata ed improbabile la ripresa.

Negli anni siamo stati gli unici a rimarcare più volte pubblicamente queste problematiche e a sollecitarne le soluzioni. E torniamo ancora una volta chiedere, pertanto, a tutte le autorità sanitarie competenti, favorevole attenzione verso i suddetti argomenti e adeguate tempestive risposte ai cittadini di questo distretto sanitario, alle sacrosante esigenze dei quali non è giusto imporre limitazioni e sacrifici.

Chiediamo, pertanto:

  • l’assegnazione della nuova TAC a 64 strati e del macchinario per la risonanza magnetica articolare;
  • la realizzazione e l’attivazione dell’ambulatorio di chirurgia vascolare;
  • l’istituzione della Residenza Sanitaria Assistenziale, anche per non costringere i degenti dell’Unità territoriale di Nardò ad essere ospitati e assistiti, con costi a carico delle casse comunali,  nelle Residenze sanitarie private operanti in altri comuni;
  • l’implementazione delle ore di ambulatorio di chirurgia e di altre specialità (endocrinologia, urologia, ecc.), essendo quelle attuali assolutamente insufficienti per garantire sia le visite che i controlli post operatori. Ciò consentirebbe ovviamente di abbattere i lunghi tempi di attesa.

Al sindaco di Nardò chiediamo di muoversi, di abbandonare la propaganda vuota fatta di vane improbabili promesse e di impegnarsi seriamente per il miglioramento dell’offerta sanitaria ai cittadini e alle cittadine di Nardò.

Chiediamo che venga convocata una seduta monotematica del Consiglio Comunale dedicata a queste problematiche, alla quale invitare la Regione Puglia e i dirigenti responsabili dell’ASL e del Distretto.

A tutte le autorità in indirizzo chiediamo la costituzione di un tavolo di lavoro che abbia come obiettivo quello della concretizzazione, pur graduale ma a partire da subito, degli accordi contenuti nel Protocollo di intesa del 6 settembre 2013.

Distinti saluti. 
Roberto My, Consigliere Comunale Art.1