Cronaca

ADDIO ELETTRA - Una lettera per ricordare la professoressa

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NARDO' - Ho avuto la fortuna di conoscere la professoressa Ingravallo grazie a un amico comune: la passione per l’archeologia che divampava nelle allora mie giovanissime vene era la medesima che ho visto rifulgere nei suoi occhi al nostro primo incontro.

Mi ha accolta nel suo team di scavo con grande fiducia, pur venendo da una scuola diversa dalla sua (atteggiamento alquanto insolito nel mondo accademico odierno in cui ogni cattedra tende a coltivare gelosamente il proprio orticello), secondo quello spirito di apertura e di inclusione che ha caratterizzato la sua ricerca.

A questo ricordo professionale, negli anni, si è accostato quello più umano, di Elettra “vicina di casa” (era infatti proprietaria di una villa situata di fronte alla casa di mia suocera, dove amava trascorrere i weekend e la stagione estiva assieme a suo marito Roberto).

Rammento la sua dolcezza nel portare cesti di frutta fresca, il suo divertirsi nel giocare con i miei nipoti dinanzi alla vasca dei pesci, i regalini che era solita portar loro (libri, come nel suo stile), i suoi racconti magici con cui li incantava.

Il Salento ha perso una donna fantastica, un’intellettuale che ha messo in luce l’importanza del nostro territorio sin dai tempi più remoti, una professoressa che ha saputo trasmettere quei valori di apertura e scambio che da sempre hanno fatto della nostra realtà un crocevia di genti e culture, sottolineando come l’inclusività sia ricchezza piuttosto che depauperamento di un popolo, una donna appassionata e appassionante che ha lasciato un ricordo indelebile nella mia vita.

P.N.P.