Cronaca

NUMERI DA CHIAMARE - Anziani da preservare. Serve una mano alla mensa della comunità

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NARDO' - Un inatteso problema “anagrafico” colpisce la mensa della comunità di Nardò che eroga, ogni anno, circa trentamila pasti alle persone in difficoltà economica. I più anziani devono riguardarsi e le attività di sostegno ai poveri rischiano di bloccarsi.
Così, ora, è stato lanciato un appello per coinvolgere nuovi volontari che possano sostenere il duro lavoro di chi serve in tavola e dà una mano in cucina.
La mensa è una realtà straordinaria di Nardò. Un baluardo dei servizi al cittadino. Gestita dall’associazione Farsi solidali, braccio operativo della parrocchia cattedrale, ha compiuto sette anni nello scorso febbraio, “festeggiando” duecentomila pasti serviti in totale. E non si pensi che sia un servizio dedicato ai cittadini stranieri. Sul totale, infatti, sono quasi 140mila gli italiani che ne hanno usufruito. Solo gli altri, poco meno di sessantamila, sono stranieri o forestieri. Un’attività che, ovviamente, non si può interrompere perché parliamo veramente di un bisogno primario per un centinaio di persone al giorno: il cibo.
Da ciò l’appello, accorato, per dare una mano. “Cerchiamo urgentemente volontari per solo due ore – scrivono i responsabili della mensa – e chiamando i numeri 338 6203500 e 320 1969570 potete aiutarci ad aiutare. Le restrizioni sociali che l’emergenza Coronavirus ci ha costretti a mettere in atto – spiegano - hanno ridotto i volontari ai minimi termini. Ciò è dovuto al fatto che la maggior parte di noi supera i 70 anni d’età. Abbiamo estremo bisogno di operatori volontari, per poter continuare a preparare gli oltre cento pasti al giorno che fino a ieri siamo riusciti a donare. Il volontariato sarà effettuato rispettando le norme imposte dallo Stato e garantendo la massima sicurezza”.
L’ambiente in cui si opera sarà costantemente disinfettato; si indosseranno guanti, mascherine, cuffiette e non si avrà nessun contatto esterno se non con i responsabili che prepareranno i pasti. Ovviamente, per il bene comune, è responsabilità personale offrire la propria disponibilità solo se si è in perfetta salute.
“Forza amici – concludono i volontari “superstiti” - un piccolo contributo per una grande impresa. Telefonate: quanti più saremo tanto più riusciremo a distanziare i giorni assegnati ad ognuno di voi” si conclude l’appello. Intanto qualche numero per comprendere la valenza sociale del centro che, alcuni mesi fa, ha visto la “benedizione” del vescovo Filograna a nuove strumentazioni. 1253 sono le persone che, in questi anni, hanno frequentato la mensa. Gli stranieri provengono da 35 nazioni tra le quali spiccano Tunisia, Marocco, Senegal, Romania, Ghana e Sudan. Non si tratta solo di un “ristorante” ma anche di un luogo di condivisione e vicinanza umana.