TRAUSELLA/NARDO' - La testimonianza di un giovane neritino ricorda a tutti la storia di un altro giovane di Nardò, quella di Giuseppe Carrino, allievo nell'arma dei carabinieri a 19 anni e morto partigiano a 21, il 31 marzo del 1944.
Il partigiano Giuseppe Carrino venne ucciso in un'imboscata a Trausella il 31 marzo 1944, dopo aver partecipato ad un'azione presso le miniere Fiat di Traversella per confiscare dinamite, olio, micce e soprattutto benzina, molto importante per le azioni del gruppo. Faceva parte di una brigata giellista, la VI Divisione Alpina, comandata da Mario Costa (nome di battaglia Diavolo Nero). La Brigata venne individuata e attaccata dagli uomini del federale fascista Pietro Mancinelli nei pressi del Ponte di Trausella. Mario Costa, lievemente ferito, riuscì a fuggire, mentre nel conflitto a fuoco persero la vita Michele Cena, Giovanni Castelletto (entrambi di Feletto) e Giuseppe Carrino di Nardò.
Circa un mese fa, prima della quarantena imposta dall’emergenza Covid, io e Marina Marzano, in Piemonte da 4 mesi, abbiamo fatto un'escursione a piedi di 15 km in Valchiusella, uno dei luoghi più significativi della lotta partigiana nel Canavese. Il nostro itinerario ha toccato Vico Canavese, Drusacco, Traversella, per finire proprio sul Ponte di Trausella, dove si trova il cippo che commemora Giuseppe Carrino e gli altri partigiani che hanno perso la vita in quel luogo. Lungo il cammino abbiamo raccolto dei fiori per salutare il nostro concittadino e gli altri due eroi per la Libertà. Tristezza infinita nel vedere lo stato di abbandono in cui versa il cippo, sul quale ormai i nomi risultano illeggibili.
Sarebbe bello, una volta passata questa emergenza, e si spera molto presto, che il Comune di Nardò #ComunediFeletto e #ComunediValchiusa, #ANPINardò , ANPI Provinciale di Torino si occupassero del recupero del cippo commemorativo.
Testo e foto di Alessandro Bollino