NARDO' - Quello che probabilmente nessuno di noi si sarebbe mai immaginato è ritrovarsi capovolti in questa nuova realtà, strana e triste.
Nessuno di noi avrebbe mai pensato di ritrovarsi quasi prigioniero tra le mura di casa, di poter dare sfogo ai propri sentimenti solo attraverso uno schermo e non più attraverso uno sguardo, un abbraccio, un sorriso. Allora penso a quei giorni di settembre quando tutti noi studenti ci siamo ritrovati in quel cortile, con la pelle abbronzata, il sole negli occhi e il rumore del mare ancora nelle orecchie, ad aspettare, ancora una volta, tutti insieme, quel famoso squillo della campanella che avrebbe ridato inizio alla frenesia dei nostri giorni, alle famose e interminabili ore di latino e greco, ai pomeriggi pieni di compiti, alle mattine passate a ripetere per quell’ interrogazione e quella verifica che tanto ci facevano paura; e allora mi rendo conto che, a volte, è solo perdendo una cosa che ti accorgi del suo vero valore, dello spazio importante che occupava nella tua vita e che, forse, ognuno di noi troppe volte ha dato per scontato.
E mi ritrovo qui, davanti a un computer a seguire quelle lezioni, a vedere,solo attraverso uno schermo, i volti dei compagni con i quali, puntualmente, eravamo abituati a ridere e scherzare, e a sentire la voce di quel professore non riecheggiare più tra le mura di quell’aula. Mi ritrovo qui, a sentire la mancanza di quei “Buongiorno” sussurrati, di quei sorrisi su volti ancora assonnati, della passione che traspariva dalla voce del docente quando recitava, passando tra i banchi, quei famosi versi dell’ Odissea. Ripenso a quel capodanno, alle bottiglie di spumante stappate per dare il benvenuto all’inizio non di un solo anno, ma di un nuovo decennio che, inevitabilmente, ci ha riservato questa “sorpresa”.
Abbiamo passato anni ad accrescere la nostra superbia e superiorità con lo sviluppo di tecnologia, scienza e quant’altro mettendoci più di una volta al posto di quell’intelligenza divina che ha sempre regnato da Padre Concessivo su di noi, vedendoci crescere nelle nostre convinzioni e autodistruggerci nelle nostre guerre, violenze e nella nostra continua mancanza di rispetto. Non abbiamo saputo tenere, proteggere e apprezzare l’infinita bellezza di cui eravamo circondati, distruggendola. Abbiamo inquinato terre e mari uccidendo e mettendo in pericolo molte specie animali, abbiamo portato un tale cambiamento climatico che ha messo in grave rischio gli habitat naturali, portando allo scioglimento dei ghiacciai e alterando interi ecosistemi. Eppure,nella nostra grandezza, ci è bastato un piccolo,minuscolo e invisibile virus che ha avuto la forza necessaria di far crollare tutti i castelli delle nostre convinzioni, mostrandoci la nostra fragilità e vulnerabilità.
E’ bastato un virus a riportarci con i piedi per terra e a dimostrarci che nulla ci appartiene, nulla è di nostra proprietà e che tutto ciò che ci circonda merita rispetto e cura. Non possiamo far altro che rammaricarci nel dolore pensando a tutte quelle persone che,prima di andarsene, non hanno potuto pronunciare nemmeno un “CIAO” ai loro cari , ai loro figli, alle proprie mogli e mariti, a sentire per un’ultima volta il suono delle loro voci, a vedere i loro volti. Ma nulla succede per caso ed è pur vero che i fallimenti portano alle vere conquiste; e la vera vittoria per cui stiamo combattendo la vedo riflessa negli occhi degli italiani, negli occhi di tutte quelle persone che in questi giorni hanno cantato l’inno nazionale infondendo messaggi di amore e speranza, la vedo negli occhi stanchi di medici e operatori sanitari che non si sono mai arresi, la vedo negli occhi e nei cuori di ognuno di noi e so che da questa sconfitta possiamo ricavarne non solo una grande vittoria ma anche un nuovo inizio per chi vorremmo essere domani, uomini e donne uniti nell’amore e nel rispetto e non divisi da guerre e violenze.
FRANCESCA VONGHIA
3B, LICEO CLASSICO GALILEO GALILEI DI NARDO’