NARDO' - La vita è segnata da date che riguardano amici e che, pur nel costante ricordo, portano ad una maggiore attenzione e più intensa partecipazione alle esperienze vissute insieme.
Non posso non ricordare, anche in questo giorno, 9 aprile, di questo settimo anno, il mio amico Paolo Zacchino, la cui ricorrenza della morte mi permetto di diffondere con lo scopo, da una parte, di confermare il mio affetto e la mia stima, coltivati e condivisi per un quarantennio, e, dall’altra, rinnovare la memoria dell’opera che egli ha svolto nella comunità neritina.
È stata un’ostinata opera nel settore della ricerca delle tradizioni che ha prodotto sia la fondazione di associazioni, come quelle degli «Amici del Museo di Porta falsa» e del «Piccolo Teatro», sia il «Museo delle Tradizioni della civiltà contadina e artigianale», divenuto ora comunale, con il suo ricco patrimonio di «reperti», che tutti sappiamo è il frutto del suo lavoro, sia la costruzione in miniatura di monumenti scomparsi di Nardò, sia manifestazioni spettacolari, come «La cavalcata storica e Fiera dell’Incoronata», sia pubblicazioni relative alla cucina della nonna ai dittèri, ai proverbi e ai canti; nel settore dello spettacolo e, in particolare, del teatro popolare di Nardò, di cui è stato pioniere, animatore e regista di rappresentazioni, in maggior parte su testi di Mimino Spano.
Una vita di impegno e di conquiste, di cui abbiamo fruito e fruiremo nella certezza che quanti hanno sensibilità umana e storica non solo non dimenticano ciò che è passato e chi è stato protagonista e hanno l’intelligenza di riconoscere gli altrui meriti e la saggezza di piegarsi, con umiltà, dinanzi all’altrui testimonianza, ma sono capaci di assumere l’impegno di continuare, con approfondimenti, con sagge innovazioni, con rispetto e con sapienza, le orme lasciate.
Lo scorso anno, su iniziativa di Stefania Romano, per un lungo periodo assidua e fedele collaboratrice, nella chiesa di san Giuseppe, Paolo fu ricordato da Riccardo Leuzzi in un’atmosfera suggestiva con il concerto della «Schola Cantorum “San Gregorio armeno”», diretto dal maestro Anna Laterza, e con le letture, tra gli altri, di Angelo Lupi Tarantino.
Ne sono ancora grato e sono certo che questi amici confermano i loro sentimenti verso Paolo, in quando hanno condiviso la mia proposta di rivolgere all’Amministrazione Comunale la richiesta della titolazione di una strada, che presenterò nei prossimi giorni, che ci auguriamo meno bui di quelli che ora ci attanagliano.
Mario Mennonna