Cronaca

Schegge preziose per comporre la storia. Una lettera

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NARDO' - Colgo l’occasione dell’esperienza vissuta dal sig. Alessandro Bollino per condividerne i sentimenti umani e la gratitudine storica verso Giuseppe Carrino, uno degli esponenti neritini che scelse la strada che portava alla libertà e non quella che favoriva il perpetuarsi del regime fascista, da non pochi aderenti ritenuto legittimo e giusto, e la dominazione nazista.

Mi corre l’obbligo ricordare che l’Amministrazione Comunale, retta dal sindaco Marcello Risi, ha dato il giusto riconoscimento attraverso sia la denominazione di una strada sia la edificazione di una stele funeraria.

Tramite l’amico Gino Balducci, il sindaco Risi aveva preso contatti con l’allora sindaco di Feletto, Gianfranco Saccoman, per coordinare questi interventi.

Non si può non sottolineare che Nardò ha dato, come il partigiano Carrino, il suo contributo alla Guerra di Liberazione contro i nazifascisti con diversi testimoni, di cui alcuni combattenti, e anche morti (Archimede Calabrese, Giuseppe Dell’Anna, Pantaleo Romanello; Giuseppe Zacà e Archimede Biagio Costadura), durante la lotta soprattutto nei Balcani; altri preferirono la prigionia nei lager nazisti all’adesione più volte richiesta alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini; altri, ancora, come il brigadiere dei carabinieri, Luigi Zacchino, a rischio di morte, aiutando i partigiani della Toscana.

Tutta la vicenda dei Neritini nella Guerra di Liberazione è raccolta in mio studio, che rientra in uno più ampio sulla Seconda Guerra Mondiale, condotto insieme ad Enrico Carmine Ciarfera e altri studiosi.

Il mio personale studio sarebbe stato pubblicato entro questo mese di aprile, ma la situazione attuale non lo permette.

Ogni indicazione, come questa del sig. Bollino, sono schegge preziose per comporre la storia, che deve avere, per essere tale, un quadro molto ampio e, per evitare ingiustizie culturali, deve essere rispettosa di tutti i protagonisti nelle loro dimensioni umane e testimoniali.

Mario Mennonna