Cronaca

150 migranti invece di 300. Ma la soluzione è corretta? Dove andranno gli altri?

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NARDO' - A Boncuri saranno dimezzati gli ospiti. La pandemia non ferma la programmazione degli interventi per l’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura.

Qualche giorno fa c’è stato l’incontro in videoconferenza tra sindacati e associazioni datoriali. Una campagna agricola che, come ormai da oltre un ventennio, ha il suo epicentro a Nardò, definita la “capitale delle angurie”.

Una annata che, però, si annuncia in tono minore per la possibile contrazione dei mercati. In ogni caso anche le misure di prevenzione e contenimento di eventuali infezioni sono al centro del dibattito.
Il progetto della Prefettura è abbastanza drastico: il prefetto Maria Teresa Cucinotta, dopo l’incontro di ieri con Regione, Ispettorato lavoro, Asl, Cir e Centro per l’impiego, ha disposto una soluzione alloggiativa che dimezza i posti all’interno della foresteria del villaggio prefabbricato in località Boncuri, all’ingresso della zona industriale tra Nardò e Galatone: da 300 a 150 ospiti, in modo da meglio rispondere all’esigenza del distanziamento sociale. All’interno del campo non vi sarà il servizio mensa, ma solo la consegna di pasti preconfezionati. Per quanto riguarda la mobilità si punterà con apposito bando regionale ad incentivare l’uso delle biciclette e mini-van.

Una soluzione che farà discutere. La videoconferenza è stata indetta dalla Prefettura di Lecce e rivolta ai sindacati e le associazioni di categoria del settore agroalimentare, per parlare delle misure anti-contagio e del protocollo di sicurezza da mettere in atto in vista dell’imminente apertura della stagione della raccolta di prodotti ortofrutticoli nelle campagne di Nardò, dove come ogni anno è atteso l’arrivo dei lavoratori stagionali.

Alla luce dell’emergenza Covid-19 e della necessità di garantire la sicurezza per tutti i lavoratori. Per i controlli sarà allestito una sorta di triage per i braccianti fuori dal campo di raccolta e, inoltre, il numero massimo di braccianti che potrà lavorare all’interno del campo sarà sostanzialmente dimezzato. Rispetto al problema dei trasporti, si sta valutando l’idea di utilizzare anche bici e mini-van, questi ultimi in misura più ridotta rispetto al passato.
L’aspettativa è che ci possa essere necessità di minore manodopera in considerazione della congiuntura negativa dei mercati ma, a quel punto, gli ottanta container che compongono il villaggio prefabbricato voluto dalla Regione Puglia resteranno tutti in zona, cioè in località Boncuri, o verranno dislocati altrove e per altre emergenze della stessa natura?

Ma l’interrogativo vero è un altro. Se dovesse esserci comunque l’arrivo in massa dei braccianti impiegati in agricoltura (ogni anno si stima che, oltre a Boncuri, siano almeno altri 500 gli operai impiegati nei campi e nel vastissimo territorio neritino e dei comuni limitrofi) che fine faranno queste persone? Si disperderanno nei casolari di campagna dove, comunque, accade che cerchino ricovero? Oppure le imprese si faranno parte attiva, come auspicato da anni, per dare ospitalità ai “loro” lavoratori?