NARDO' - Sotto, le fosse comuni per indios colpiti da Coronavirus nei pressi di Manaus capitale della Amazzonia brasiliana.
Mi giungono disperate richieste di aiuto da parte dei Padri Missionari Comboniani Dario Bossi e Massimo Ramundo e da Amici Indios che ho conosciuto durante la mia permanenza in Amazzonia e che dopo ho incontrato in occasione del Sinodo a Roma. L’appello è: gli indios brasiliani sono a rischio genocidio.
I naturale abitanti e custodi da sempre della Foresta Amazzonica continuano a morire a causa delle loro difese immunitarie più basse e per l'accesso praticamente inesistente alle strutture sanitarie.
Gli ospedali pubblici in Brasile hanno una media di 4 letti ogni 100.000 persone.
Gli indios non hanno più alcuna protezione dai cercatori d'oro illegali e dagli agricoltori che disboscano senza essere stati autorizzati. In questo ultimo anno il disboscamento è cresciutodel 280 per cento a causa di invasioni illegali dei minatori, taglialegna e accaparratori di terre.
Queste operazioni illecite sono accellerate nelle ultime settimane e gli indios affrontano un rischio reale di genocidio, per un contagio causato da qualcuno entrato clandestinamente nei loro territori.
Di sterminio di massa aveva già parlato il capo indigeno brasiliano payako, Raoni Metuktire, nella sua lettera alla comunità internazionale, in cui chiedeva aiuto a nome delle sue tribù: "Per favore, aiutateci a evitare un genocidio nei nostri villaggi". Non dobbiamo dimenticare la connessione che c’è tra il disboscamento, l’allevamento industriale intensivo e l’urbanizzazione selvaggia e la zoofilasi che ormai è certo sono le cause principali della creazione e della propagazione dei virus.
Non dobbiamo dimenticare che la Foresta Amazzonia è un patrimonio di inestimabile valore da cui dipende l’esistenza e il futuro nostro e del nostro Pianeta.
Il presidente Bolsonaro, finora ha negato l’emergenza in Brasile del Covid 19 , pur essendo stato costretto dal suo governo a emanare le misure restrittive.
In questi nostri giorni di tristezza e di speranza dobbiamo sforzarci di avere anche una coscienza planetaria e pensare a questi popoli che fanno parte della straordinaria storia della nostra specie. La loro scomparsa sarebbe una grande tragedia per il Brasile e un'immensa perdita per l'umanità. Non c'è tempo da perdere. Il loro destino è il nostro.
Pantaleone Pagliula