NARDO' - Un momento storico importante per la città.
Portoselvaggio, quaranta anni dopo.
“La storia di Portoselvaggio è una storia di assoluta trasparenza perché la forza della democrazia e della partecipazione prevalse su una cultura arretrata del governo del territorio”.
Credo che queste parole di Luciano Tarricone sintetizzino al meglio la storia del parco di Portoselvaggio. La sua storia è legata a tutti quei cittadini che intesero difendere la nostra storia e le nostre radici dalla barbarie di chi quelle radici intendeva distruggere per il vil denaro. La sua storia è indissolubilmente legata alla Sig.ra Cecilia Santoro, all’Avv. De Vitis, all’Avv. Ingusci, a Pinuccio Caputo. Al Prof. Luigi Tarricone promotore della legge regionale che nel 1980 istituì il parco di Portoselvaggio.
Riporto alcune fotografie relative all’occupazione dell’aula consiliare del Comune nel 1980. Foto sbiadite, ma non i contenuti che esprimono. Si riconoscono dei giovanissimi Pippi Bonsegna, Mimino Caputo, Enzo Lega, Carlo Siciliano e poi Ottavio Risi, Salvatore De Vitis, Primo Bonsegna, Uccio Tondo insieme ai tanti che scrissero alcune delle più belle pagine della storia della nostra Città.
Delle pagine de La Voce di Nardò.
Un articolo del Quotidiano di Puglia del 1999 dove l’On. Nicola Quarta, che nel 1980 era presidente della Giunta regionale, ricorda Luigi Tarricone il giorno della sua morte scrivendo :" ricordo in particolare la sua appassionante battaglia per la difesa di Portoselvaggio e per l’istituzione del parco”. In altro articolo, lo stesso giorno, Rina Durante scrive : “ i compagni lo stimavano anche per quello che sapeva fare al presente: intervenire con energia in difesa della zona umida di Torre Guaceto, promuovere il parco di Portoselvaggio, sono alcune delle azioni di cui la Puglia e il Salento gli dovranno essere grati”. A Luigi Tarricone , molti non lo sanno, si deve non solo la salvezza di Portoselvaggio ma anche l’istituzione della “zona umida di Torre Guaceto”.
Sperando di non abusare della vostra pazienza allego un bellissimo articolo di Pantaleo Ingusci scritto per Portoselvaggio ma la cui attualità è incredibile. Un vero e proprio grido dall’allarme per la salvaguardia della natura e un atto d’amore per la sua terra.
“No ai nuovi invasori”
No ai nuovi invasori che hanno la potenza del denaro e la virtù della corruzione. Portoselvaggio non deve essere deturpato. Portoselvaggio non deve essere distrutto. Portoselvaggio non deve essere occupato dalla speculazione ingorda e iconoclasta. Non deve essere definitivamente devastato un patrimonio storico archeologico, naturale che è di tutti, che è nostro; che è del popolo di Nardò. Tutti gli arzigogoli sapientemente architettati in contrario, tutte le trasformazioni promesse, tutte le garanzie assicurate al popolo, agli elettori ignari, i paradisi terrestri descritti con parole ingegnose, i miracoli da compiersi subito, a tamburo battente col più dolce sorriso sulle labbra, col linguaggio più mellifluo e immaginoso non possono nascondere la verità durissima: Portoselvaggio non sarà più, diverrà feudo di ricchi plutocrati di privilegiati della fortuna, di viveurs, sarà sottratta ai giovani, ai lavoratori, agli studenti! Sul suo mare limpido e azzurro, ora avvolto nel silenzio dei tramonti sereni e delle aurore luminose, fileranno
sollevando le onde violentate, i panfili della gente bene con o senza bandiera ombra, ingombrando le rade e le rientranze del piccolo porto, contribuendo, all’opera di distruzione delle bellezze naturali, della costiera, inquinando l’aria, inquinando il mare. In tal modo anche Portoselvaggio, anche Santa Caterina, anche il golfo di Taranto e tutto il mare Ionio seguiranno il destino atroce del Mediterraneo, che non sarà più il mare della civiltà occidentale , ma il più grande Mar Morto d’Europa. Chi si può fidare, data l’esperienza lunghissima di anni, delle promesse garanzie, degli impianti di depurazione, dei divieti scritti sulla carta e facilmente elusi dai nuovi invasori
che hanno la potenza del denaro e la virtù della corruzione? Sappiamo benissimo da anni e da decenni e , purtroppo, da secoli( non lo scriveva amaramente Dante alighieri nella sua Divina Commedia sin dal secolo XIV) che “ le leggi so, ma chi pon mano ad elle? Nullo”.
Quando avremo distrutto la natura, (o parleranno gli amministratori della purezza del mare, la salubrità dell’aria, quando la nostra ecologia, l’equilibrio dell’ambiente saranno gravemente turbati e definitivamente compromessi), che diremo ai nostri figli alle generazioni che verranno, dei quali avremo insidiato la salute e la vita?Parleremo (o parleranno gli amministratori dei denari) della inefficacia dei nostri ukases, dei nostri divieti, delle nostre cartacee guarentigie?
Questo il problema. Purtroppo nelle classi dirigenti di oggi, rivolte a risolvere ( se pur ci riescono) i piccoli problemi di oggi, bisogna notare una libidine di distruzione della natura. La natura, che un tempo era legislatrice suprema del mondo e ne regolava la vita intera, ora non conta più; essa è diventata la nemica che bisogna sottomettere al capriccio e alla volontà degli uomini e di coloro che dirigono e li governano, per far trionfare il dominio di una forza mostruosa che meccanizzi il mondo e lo renda una macchina senza spirito ed anima. Pertanto facciamo appello a tutte le forze sane della nostra Città, ai giovani, agli studenti, ai lavoratori, agli intellettuali, a tutti i cittadini non schiavizzati dal clientelismo e dal materialismo che ci soffoca e ci intristisce, perché dal loro giudizio e dalla loro volontà sovrana sia espresso un no potente, non equivoco, decisivo alla lottizzazione di Portoselvaggio, un no che salvi contemporaneamente la natura, la storia, la civiltà, che trasmetta alle generazioni venture la purezza e la bellezza della riviera neretina.
Pantaleo Ingusci (1978)
La lotta di un popolo per la sua terra.
La storia.
(Lucio Tarricone)