NARDO' - Donatella Tanzariello, sempre attentissima a questi temi, pubblica questa nota. Al che ci chiediamo: ma Mellone gioca solo con i selfie ed i tori? Si dimentica degli impegni presi in prefettura davanti ad esponenti dell'intera provincia? E il suo amico Emiliano come la pensa? Sui selfie, intendiamo. Che tanto, le cose serie non interessano a nessuno.
Una delegazione del Coordinamento interprovinciale per la tutela dei lavoratori migranti in agricoltura ha effettuato in data 22 giugno un ulteriore sopralluogo nelle campagne neretine (già da diverse settimane abbiamo attivato un servizio itinerante di orientamento e supporto) per incontrare i lavoratori giunti per dare avvio alla stagione di raccolta di patate, angurie e di seguito pomodori.
L’attività è stata orientata alla consulenza socio-legale, oltre che in un’attività di ascolto dei bisogni. Il numero dei lavoratori inizia a divenire importante, ma cionondimeno rimane evidente il loro totale stato di abbandono.
I lavoratori sostano in dimore abbandonate di campagna o, peggio ancora, all'aperto senza alcun riparo e tutti in attesa dell'apertura del Campo Istituzionale la cui implementazione appare completata.
Le condizioni igienico sanitarie dei migranti sono gravissime: non hanno a disposizione né acqua, né giacigli dignitosi, né spazi o strumenti per la minima sussistenza. Sicchè accanto alla povertà, alla malnutrizione, all’assenza di servizi di cura di sé e degli ambienti, quest’anno si aggiunge il rischio da contagio Covid 19.
Di notte oltre 50 persone dormono nel terreno posto dinanzi la Masseria Boncuri e in questi giorni si attendono altri lavoratori in arrivo dalla Sicilia.
Nonostante le disposizioni organizzative raggiunte all'interno del tavolo prefettizio, quest’anno particolarmente accorto a sollecitare i vari attori istituzionali alla individuazione di protocolli interni per la prevenzione da contagio, al momento non si ha ancora notizia circa una data certa sull'apertura del Campo Istituzionale e sulla conseguente accoglienza dei lavoratori che, permangono in uno stato di disagio estremo.
Esprimiamo preoccupazione e sproniamo alla immediata apertura del campo e al contestuale avvio delle pratiche di prevenzione, di informazione, di orientamento e di tutela dei diritti, come già predisposte.
Coordinamento interprovinciale per la tutela dei lavoratori migranti in agricoltura