NARDO' - In tre fasi. Per schematizzare e farvi capire, facile facile, da chi e come siamo governati.
PRIMA FASE - L'Amministrazione comunale guidata da mellone fa espiantare gli oleandri, sani e molto colorati, di via Bonfante. Si spende. Tanto c'è chi paga.
SECONDA FASE - L'ubbidiente consigliere Gianluca Fedele rimprovera quelli che criticano e dice che la sua Amministrazione non spreca nulla. Gli alberi saranno ripiantati nel cortile del nuovo municipio. Si spende. Tanto c'è chi paga.
TERZA FASE - Gli alberi seccano tutti e vengono tolti. Si spende. tanto c'è chi paga.
Non solo hanno fatto seccare tutti gli alberi ma hanno pure sprecato tempo e lavoro (che costano denaro alla collettività) per 1, 2 e 3 scelte sbagliate.
Questa è la gente che prende continuamente decisioni in questa città. Ora, se volete, leggete tutto. Ma solo per innervosirvi di più.
Noi, intanto, abbiamo risparmiato sulle lettere finali. Perché siamo alternativi e non vogliamo buttare via risorse e fatica.
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9 GENNAIO 2020
UNA NUOVA VITA PER GLI OLEANDRI SANI DI VIA BONFANTE
Sono molto contento che una parte degli oleandri di via Bonfante avrà una nuova vita altrove.
Circa venti, infatti, sono stati già messi a dimora nell'area verde della sede comunale di via Falcone e la prospettiva è quella di utilizzarne altri in altre zone della città. Ovviamente si tratta degli esemplari in buona salute, che è stato possibile recuperare dall'operazione di "svecchiamento" del verde di via Bonfante e che hanno superato il vaglio di agronomi e tecnici dell'azienda incaricata.
In questo modo non verrà sprecato nemmeno un albero e questa è la risposta migliore a quei cittadini che giustamente hanno chiesto lumi circa la sorte dei fusti in salute e ancora in grado di svolgere la propria funzione. Una scelta opportuna dal punto di vita agronomico e ambientale e ineccepibile da quello normativo, che conferma il buonissimo lavoro fatto sino ad oggi sul fronte della manutenzione, pianificazione e riqualificazione del verde. Un altro piccolo contributo a quell'azione corale che in questi e nei prossimi anni vede Nardò impegnata a passare "dal grigio al verde", come detta il WWF e tutto il mondo ambientalista, oltre che le puntuali disposizioni normative contenute nella legge Rutelli del 1992 e nella più recente legge n. 10 del 2013.
In sostanza, questa amministrazione dimostra, ancora una volta, grande attenzione a un tema cruciale come il verde pubblico. E dimostra ancora che nulla è lasciato al caso nell'azione amministrativa, sia che concerna grandi scelte, sia piccole cose di ogni giorno. Dal governo svogliato, episodico e inefficace delle scorse amministrazioni, la città è passata al governo del coraggio, della programmazione e dei risultati concreti. Tutta la vicenda del verde pubblico in città, in questo senso, è esemplare ed è frutto di scelte fatte con assoluta improvvisazione e inevitabilmente sbagliate. Quasi un paradigma di un modo di governare che ha tenuto ferma la città per decenni. Peraltro, qualcuno di quei "fenomeni del verde" che hanno determinato quelle scelte, oggi scende in campo per criticare quello che l'amministrazione sta facendo.
Il solito, irreale, siparietto messo in piedi dall'altrettanto solito e demenziale burattinaio, tra l'incredulità e l'ilarità dei cittadini.
Gianluca Fedele
Consiglio comunale di Nardò
Capogruppo Andare Oltre
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Sono tutti seccati gli alberi “salvati”, si fa per dire, dall’Amministrazione comunale. Una morte annunciata dagli ambientalisti mentre un consigliere comunale, Gianluca Fedele, si era detto convinto che la pratica di salvataggio sarebbe andata a buon fine. “Invece – dice con ironia il consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano – Fedele si rivela idoneo per l’unico incarico adeguato che mantiene sin dall’inizio del mandato: la delega ai servizi cimiteriali”.
Tutto inizia a gennaio quando la foga di sostituire molti degli alberi lungo le vie della città, anche sani, belli e in ottima salute, spinge il consigliere di Andare Oltre, Gianluca Fedele, a tentare il tutto per tutto con i soliti improperi verso chi la pensava diversamente.
Intanto, però, a molti che assistevano all’operazione sembrò strano che quegli alberi potessero attecchire, alcuni tagliati di netto ed altri senza un capillare o una radice. Per altro vennero ripiantati senza una potatura preventiva che avrebbe sicuramente aiutato una ipotetica ripresa.
“Sono tutti secchi, basta andare sul posto – chiosa Siciliano – con buona pace, eterna, per quanti credono ancora che questi signori che ci governano lo sappiano fare e dicano cose attendibili. Invece è stato il solito spreco, o sperpero, di denaro pubblico”.