NARDO' - La “Rete Italia Senza Elettrosmog-Stop 5G”, "Nardò Senza Elettrosmog-Stop 5G”, “Comitato No Wi-FI T.” e i comitati locali “Stop-5G” della Provincia di Lecce, Brindisi, Bari, Foggia, Barletta-Andria-Trani, Taranto, si danno appuntamento a Nardò il 24 luglio dalle ore 21 alle ore 23,30 presso il Chiostro dei Carmelitani.
Lo tsunami Stop 5G riparte da Lecce.
La “Rete Italia Senza Elettrosmog-Stop 5G”, "Nardò Senza Elettrosmog-Stop 5G”, “Comitato No Wi-FI T.” e i comitati locali “Stop-5G” della Provincia di Lecce, Brindisi, Bari, Foggia, Barletta-Andria-Trani, Taranto, si danno appuntamento a Nardò il 24 luglio dalle ore 21.00 alle ore 23,30 presso il Chiostro dei Carmelitani.
Parteciperanno il Prof. Ugo Mattei del comitato "Rodotà Beni Comuni" che assieme all'avv. Elio Errichiello cercheranno di dare una interpretazione ed una via d'uscita giuridico-istituzionale al recente decreto sviluppo n° 76 del 16 luglio 2020; Sanno presenti in oltre il dott. Fiorenzo Marinelli già ricercatore presso l'ist. Di ricerca molecolare del CNR di Bologna, attualmente impegnato in un progetto di sperimentazione sul 5G; sarà presente anche la dott.ssa Maria Lucia Santoro dell'ass. ISDE Lecce. I comitati delle province pugliesi comunicano che hanno avviato nei rispettivi comuni una petizione provinciale Stop 5G ai sensi della legge 241/90 attiva presso vari punti raccolta
delle suddette Province.
La raccolta firme per la petizione verrà indirizzata a tutti i Comuni, alla Provincia e ad altri organi istituzionali provinciali e regionali per chiedere una moratoria per la tecnologia 5G; il contenimento della proliferazione di antenne di RF di 3° e 4° generazione (3G e 4G) e la partecipazione al procedimento ai sensi della legge 241/90 a tutela dei malati EHS (Ipersensibilità Elettromagnetica), di tutta la cittadinanza e dell’ambiente in relazione a tali installazioni di impianti tecnologici potenzialmente pericolosi per la salute e per l’ambiente.
Non tutti sanno che l’avvento della nuova tecnologia 5G aumenterà in maniera esponenziale l’irradiazione elettromagnetica media della popolazione e di ogni organismo vivente, con effetti biologici a lungo termine completamente sconosciuti.
Non tutti sanno che, non solo verrà installato un grande numero di nuove antenne con frequenze mai utilizzate prima sul medio e lungo termine e su un numero così ampio di esseri viventi (con l’obiettivo di connettere in futuro, oltre ai dispositivi elettronici e la telefonia mobile, anche elettrodomestici, utenze, oggetti di consumo di diverso tipo, facendoli comunicare tra loro in un’immensa rete di connessioni Wi-Fi senza limite), ma che, in aggiunta, un’”armata pianificata” di quasi 20.000 satelliti abilitati a Internet andrà ad accrescere di almeno tre volte il già superaffollato “parcheggio” satellitare presente attorno alla Terra (circa 4.000 satelliti).
La rete e i comitati locali ritengono estremamente importante e urgente rendere partecipe tutta la cittadinanza di decisioni prese semplicemente in sedi di mercato tecnologico e che non sono passate al vaglio di nessun organismo istituzionale competente in materia di salute e di ambiente, né sono state oggetto di dibattito e di informazione pubblica.
Non tutti sanno, infatti, che la tecnologia 5G risulta PRIVA DI SPERIMENTAZIONE e che i Ministeri competenti hanno omesso di chiedere parere preventivo all’ISS e all’INAIL, parere obbligatorio secondo la legge 833/1978.
Per ulteriori informazioni di carattere scientifico, tecnico e medico, si rimanda ai numerosi studi e appelli internazionali di scienziati citati nel testo stesso testo della petizione, che è disponibile presso i punti di raccolta firme, nonché alle pagine:
https://www.facebook.com/112050430581562/posts/112061590580446/?substory_index=0&flite=scwspnss&extid=UIBA9djHimX90g3a https://www.facebook.com/Rete-Italia-senza-Elettrosmog-Stop-5G
Possono firmare tutti i cittadini maggiorenni residenti nella provincia delle province pugliesi e muniti degli estremi del documento di identità. E’ richiesto ad ogni firmatario il contributo minino di 1 euro per supporto ad eventuali spese legali dei comitati in caso di ricorsi al TAR.