NARDO' - Nel collezionismo esistono i cosiddetti “numeri chiave”. Sono edizioni che hanno la stessa tiratura di tutte le altre ma che si distinguono, e rimangono ancorate nella memoria dei lettori, per le loro peculiarità. Caratteristiche narrative, presenza di personaggi o storie avvincenti che cambieranno, nel futuro, il corso dell’intera serie. Ecco, ci ostiniamo a pensare che anche in una collettività di persone ci siano nostri compagni di viaggio che sono stati in grado di farsi apprezzare per il proprio spessore umano. Per la propria forza interiore. Che lascia segni indelebili nel ricordo e diventa esempio di vita per chi rimane.
Ecco che cosa abbiamo colto nel profondo dispiacere di tantissime persone per la scomparsa di Mario Petulicchio. Un rimpianto per non essere state abbastanza accanto a lui, per averlo visto andare via troppo presto. Perché, evidentemente, lui avrebbe ancora potuto dare tanto.
Perché Mario amava dare invece che ricevere.
Gli omaggi alla sua memoria sono stati tangibili. Veri, spontanei. Un gruppo di amici ha tributato un minuto di silenzio e di riflessione prima della partitella tra amici. Non un match televisivo di serie A ma l’incontro abitudinario tra sessantenni per fare un po’ di movimento.
Il web, un luogo virtuale dove la frequentazione di persone avanti con gli anni non è la norma trabocca di pensieri dedicati a Mario: “non c’è più un uomo mite – scrive Cosimo – un imprenditore coraggioso e corretto che ha saputo trasmettere passione e valori”.
Patrizia ricorda gli “ingredienti” che fanno un uomo ed una persona perbene: bontà, altruismo, disponibilità. Poi “l’esercito dei tuoi amici” che ha fatto tesoro di queste straordinarie qualità: “nel campo della vita hai seminato sempre e solo spighe di grano, pane per chi aveva bisogno di esempi”.
Mario era un gran lavoratore. E’ nato nella sua attività dove ha iniziato, con suo papà, sin da quando frequentava le scuole elementari. Nel 2010 ha festeggiato 50 anni di attività.
Ha lottato fino alla fine non facendo mai trasparire dolore e sofferenza e proteggendo il figliolo, la moglie e chiunque lo circondasse, allontanando dagli altri preoccupazione o pensieri per la sua salute.
La sua volontà era quella che il suo funerale fosse nel suo negozio perché per lui quel luogo rappresentava tutta la sua vita. Aveva 69 anni.
Oggi, sabato pomeriggio alle 19,30, nella chiesa dell’Incoronata ci sarà la messa in suo ricordo.
Per chi non ha fatto in tempo, per chi vuole incontrare i familiari, è l’occasione per rivolgere ancora una volta uno sguardo al cielo.
Grazie Mario, per quello che ci hai saputo e voluto donare.