Cronaca

E' CARUT 'O BANC 'E NAPULE - Il Pd spalle al muro. Tutto incominciò così

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NARDO' - Questa foto racconta una storia che leggerete dentro. Passo per passo arriveremo al "crash" del partito più importante della città.
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Per le regionali Nardò scalda i motori. Persino troppo. Ed ora qualche pistone elettorale rischia di “bruciarsi”. Ieri il vicepresidente del Consiglio comunale, Giancarlo Marinaci, ha formalizzato la sua adesione alla lista dei “Popolari”. Significa che l’area di Michele Emiliano, dopo Giulia Puglia (assessore di Pippi Mellone) e l’avvocato David Dell’Atti, mette un terzo mattoncino, “sfondando” nell’area dell’opposizione all’attuale sindaco.

Una terna che potrebbe diventare quaterna se si verificasse una situazione impensabile fino a qualche giorno fa: la candidatura di un uomo nel Partito Democratico. I riflettori si sono accesi a causa delle tante sollecitazioni giunte dai vertici provinciali del Pd (ed anche a livello nazionale: l’interessato non conferma né smentisce una telefonata con Nicola Zingaretti) per candidare Gianni Pellegrino. Una proposta che “lavorerebbe” bene a Nardò e Galatone ma anche in altri centri della provincia dove il professionista è conosciuto. Dalla sua Pellegrino avrebbe il sostegno di alcuni pezzi da novanta del partito.

Perché una quarta proposta pro-Emiliano? I motivi sono diversi: la strategia potrebbe “annacquare” il risultato di Pippi Mellone per Giulia Puglia, la cui candidatura è stata subita “obtorto collo” da diversi livelli del Pd. Una strategia per contrastare l’ascesa di Mellone potrebbe evitare, nel 2021, che proprio il Pd venga colonizzato (segreteria compresa) da Andare Oltre. Non bisogna dimenticare, infatti, che il sindaco ha chiesto la “donazione del sangue” pro-Puglia, a tutti i suoi assessori compreso il dem Mino Natalizio, dato fino ad ora come vicino a Loredana Capone.

Ma non solo: a Nardò è forte la presenza di alcuni uscenti molto ben piazzati, come Sergio Blasi, per cui chi invita il Pd ad una candidatura identitaria tende ad ottenere il risultato di indebolire le candidature forestiere. Infine c’è un terzo obiettivo politico da raggiungere: chi si mette in ballo ora, in caso di buon risultato, pone una seria ipoteca sulla candidatura a sindaco in vista delle Comunali neritine del 2021.