NARDO' - Ovviamente si rende necessaria perché, per dovere di cronaca, l'abbiamo pubblicata ma a tutto c'è un limite.
(Ivan Scalfarotto fotografa il panorama a Santa Maria al Bagno, dal "Giardino della Memoria")
Il sindaco Mellone, dopo l'arrivo di Scalfarotto a Santa Maria al Bagno è andato nel pallone chiamando a raccolta i suoi assessori. Capoti si è subito defilato, spiegando di non essere competente per la questione. E' rimasto con il cerino in mano Mino Natalizio che in questo ruolo di "cuscinetto" tra destra e sinistra evidentemente trova le proprie gratificazioni.
A Natalizio è stato chiesto di togliere le castagne dal fuoco.
Così salta fuori questa storiella della sovrintendenza, scritta da Mellone, ufficio che del "Giardino della Memoria" realizzato da Congedo non saprebbe nulla. Ma era onere di Congedo avvisare la Sovrintendenza? O del Comune stesso che è perfettamente informato dell'esistenza del Giardino della Memoria tanto da "riconoscerlo" con questi documenti che vi alleghiamo? Uno è della commissione toponomastica, l'altro della giunta municipale presieduta proprio da Mellone, il terzo la planimetria realizzata dal Comune.
verbale_commissione_toponomastica.pdf194.53 KB
delibera_di_giunta.pdf185.99 KB
planimetria_comunale.pdf1.16 MB
Il secondo quesito è: la Sovrintendenza sa che Mellone, dopo il primo sito al Pizzo dell'Aspide, ha scelto il cuore di Santa Maria al Bagno per piazzare il terminal degli idrovolanti? Sappiamo che il dirigente competente, Nicola D'Alessandro, "sbatte" da febbraio per ottenere le necessarie autorizzazioni.
Ma sono state davvero rilasciate? Possibile che la Soprindentenza non si accorga che quel luogo, così fortemente antropizzato e pieno di gente, sia "fragile" da tutti i punti di vista? E poi, con le barche, barchette, canottini, materassini e bagnanti... davvero hanno rilasciato tutti i nulla osta che comporteranno il divieto di balneazione per circa un chilometro?
In definitiva: la Sovrintendenza dovrebbe scandalizzarsi per qualche agave piantata sul demanio (il giardino di Congedo è un "non luogo": i significati di quello che contiene sono immensamente più grandi di quello che fisicamente si trova sul posto) invece che di un invasivo edificio di 70 metri quadrati con piattaforma di trecento per accogliere (presunti) ricconi in grado di pagarsi un viaggetto per Corfù?
Ultimo aspetto, a cui teniamo molto anche per tutelarci: Mellone, in fortissima difficoltà e sul punto di esplodere come gli capita spesso, afferma di aver fornito "supporto economico" al professore Congedo. Chiunque legga capirà quello che capiamo noi e Mellone dovrà fornire anche le prove di questo supporto fornito.
Poi sempre il sindaco dice che il professore Congedo starebbe difendendo "un interesse privatissimo, il panorama della sua bella casa vista mare".
Implicitamente Mellone dice che il terminal sarà impattante.
Implicitamente Mellone dice che, prima di ora, Congedo aveva contribuito a rendere bello il panorama (facendo sloggiare da lì, con il Giardino, i camper e le rouolotte).
Implicitamente dice che lui cambierà quel panorama che - ricordiamolo! - non è di Congedo e nemmeno di Mellone ma di tutti i cittadini. Andrebbe difeso e di sicuro Congedo lo ha fatto.
Esplicitamente noi prendiamo le distanze da quello che scrive, dice e pensa Pippi Mellone.