Cronaca

REGIONALI PROSSIME VENTURE - Il quesito dell'architetto

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NARDO' - Una domanda, vorrebbe porre, direttamente ad Emiliano.

Si tratta dell'architetto Giuseppe Reta, fine pensatore della vicina Galatone e acuto osservatore dei fatti neritini.

Una cosa vorrei chiedere direttamente, oppure che qualcuno lo facesse per me, al Presidente Emiliano: visto che i sondaggi parlano di un testa a testa con Fitto (qualcuno con uno scarto di un 2% negativo contro il Lega-Destra, altri con un 1,3 % di vantaggio di Emiliano) si è fatto bene i conti prima di flirtare con i melloniani neretini casapoundini? Sicuro che non votino disgiuntamente?
È proprio sicuro che quelli lo voteranno in massa? Io al suo posto non mi fiderei. E anche lo facessero, a livello regionale non sarebbero una percentuale sotto la virgola?
E, di contro, quanti voti perderà per questa liaison turpe e scabrosa assurta ai disonori delle cronache? Pareggerà entrate e uscite, guadagni e perdite? E ammesso e non concesso pareggiasse, ma ne dubito, per questo legame strano sarebbe valsa la pena farsi "mettere sul ciuccio" dagli oppositori più puristi?
E comunque, a margine, sgorga impetuosa un'altra domanda: valgono tutta codesta repellenza più i flirt extraconiugali di Emiliano o i matrimoni ufficiali di Fitto?
Perché ad essere gelosi di Michelone poi si finisce ad aprire la porta a Raffaelino. E non è una bella stanza quella, già sperimentata, dove si andrebbe a cascare, con aggiunta dei leghisti. Lungilaugurio!
La conoscete certamente la storiella di quello che per far dispetto alla moglie si tagliò gli attributi? Ecco. Perché certi bracciodiferro paesani di quello sanno. Se sono veramente onesti, allora sono solo faide tra vicini di casa rissosi e dispettosi. Al limite dell'autolesionismo.
("Mettere sul ciuccio": Modo di dire che risale a quando alcuni condannati per pene minori, certamente non capitali, erano fatti salire incappucciati con copricapo ridicoli su di un asino e portati in giro esposti al ridicolo e al pubblico ludibrio, con un cartello attaccato al collo, detto "breve", dove era riassunta la condanna; equivale a un più diffuso "mettere alla berlina")