NARDO' - Perché sono le idee a camminare. E se sono buone camminano da sole. Leuzzi, assessore fino a cinque anni fa, aveva buone idee sul Turismo e sul Centro storico. E se fosse stato seguito il suo esempio (eventi di alta qualità ma per meno gente. Più signorili e meno caciaroni) quest'anno avremmo avuto un "cartellone" di eventi estivi da spendere anche in periodo di Covid. Invece la linea-Mellone, quella delle abbuffate di gente e di eventi invadenti e cafoni, anche nella cornice sofisticata di piazza Salandra, ha portato un solo risultato: "l'estate peggiore di sempre".
INTERVENTO DI MAURIZIO LEUZZI
E’ partita la barbarie elettorale, quella in cui Mellone è maestro. E così tra manifesti e offese, Mellone riesce a trascinare l’opposizione e il dibattito politico sulle elezioni regionali, su “chi vota chi”, cosi che nessuno si accorga del “nulla” che la sua amministrazione ha prodotto in questi mesi. Ma soprattutto distoglie l’attenzione dei neretini dal gravissimo comportamento di Mellone e del suo assessore al turismo i quali, proprio in questa stagione così delicata, invece di impegnarsi per il bene del paese e lavorare per quello per cui sono stati eletti e sono pagati, dedicano invece il loro tempo all’ennesima campagna elettorale.
Si, perché, dopo anni in cui Mellone ci ha assillati con lo slogan “la più bella estate di sempre”, è ormai agli sgoccioli la stagione estiva 2020, ed il nostro sindaco, a conclusione del suo mandato, si congeda con “la peggiore estate di sempre”. Una stagione estiva che consegna Nardò al più totale anonimato. Una stagione in cui questa amm.ne, con la scusa del covid, si è completamente disimpegnata lasciando la nostra città (che a ragione rivendica invece la sua grande potenzialità turistica) completamente priva di una qualsiasi offerta culturale in grado di catturare e fidelizzare i tanti turisti “di prossimità” che ci hanno visitato. Insomma, nell’estate più delicata (causa covid) in cui le amm.ni più attente hanno profuso il maggior impegno possibile per assicurare un’offerta di spessore e al contempo compatibile con il distanziamento, Nardò se ne lava le mani, e Sindaco e assessore dimostrano ancora una volta che l’unica cosa a cui tengono non è il bene del paese, bensì la loro carriera politica.
In tutte le più importanti località turistiche della Puglia, e persino nei piccoli centri del Salento a noi vicini, come Corigliano, Castro, Taviano… si sono infatti registrati eventi importanti, che hanno giustamente messo quei paesi in evidenza su giornali e televisioni. Nardò invece è abbandonata all’oblio da questi nuovi mostri della politica.
E dobbiamo ringraziare la professionalità dei nostri ristoratori e l’intraprendenza e l’attenzione dei titolari dei numerosi bar e locali, se almeno i turisti che ci hanno visitato hanno potuto trascorrere delle serate piacevoli. Ed essere grati ad associazioni musicali che hanno messo a disposizione il talento di tanti nostri giovani musicisti per un evento musicale di alto profilo, o ad associazioni culturali che hanno speso il loro prezioso tempo per organizzare concerti o visite guidate tra le nostre ville eclettiche, se almeno si è riusciti ad offrire ai turisti qualche iniziativa culturale di spessore. Insomma, “ cose mai viste”, come ama dire il nostro sindaco. Ed è tristemente vero!
Non si era mai visto che un Museo per noi di fondamentale importanza come quello della Memoria, proprio in un ‘estate in cui Nardò e le sue marine sono stati meta di un così alto numero di visitatori, potesse restare chiuso, o che addirittura si potessero mortificare e svilire i valori dell’accoglienza e del ricordo utilizzando il suo spazio per metterci le onnipresenti anonime “bancarelle”.
Non ci saremmo mai aspettati di poter essere amministrati da gente neppure in grado di riconoscere l’alto valore culturale e morale di un tale museo, persone che con la loro superficialità e ignoranza fanno scempio dei nostri valori e della nostra storia. Ma d’altra parte, non si era mai visto neppure un sindaco così indifferente alla crescita culturale e allo sviluppo del proprio paese, ed invece così unicamente ossessionato dalla conquista del potere.