PORTO CESAREO E NARDO' - È scontro con Michele Emiliano a poche ore dalla chiamata alle urne che porterà al rinnovo della squadra alla guida della Regione ma anche al rinnovo dell’amministrazione comunale della marina jonica.
La marina attende da tempi biblici l'allaccio del depuratore alla rete fognaria di Nardò.
A poche ore dall’annuncio con cui il governatore uscente ha ribadito il suo no all’opera, pregiudicando così il futuro di Porto Cesareo in termini di servizi primari e necessari, insorgono il sindaco uscente Salvatore Albano e il candidato al consiglio regionale con Fratelli d’Italia per Raffaele Fitto presidente, Dino Basile.
“Abbiamo perso degli anni senza aver raggiunto alcuna soluzione con il 97% del territorio fornito di rete fognaria, un depuratore completato, una emergenza sanitaria ed una infrazione comunitaria. Si rischia di vanificare il lavoro fatto sino ad ora a scapito di un intero territorio – tuona Basile -. Ora è giunto il momento di prendersi tutte le responsabilità e di procedere per la salvaguardia del territorio e la salute dei cittadini all'attacco del nostro depuratore alla rete di Nardò. Emiliano continua a usare pesi e misure diverse a seconda che si tratti di amici e amici degli amici o di pecore nere. Ma Porto Cesareo, forse lo dimentica, è una delle località che da tempo traina l’economia della regione e mai come quest’anno, in piena pandemia, ha risollevato le sorti del settore turistico”.
Con l'arrivo dell'amministrazione neretina guidata da Pippi Mellone “che non voleva che il depuratore di Porto Cesareo – ripercorre le tappe Albano -, scaricasse nella rete fognaria di Nardò, in una riunione in Regione, in presenza di Emiliano, AQP, AIP, Nardò e Porto Cesareo, si decise di modificare il Protocollo d'Intesa, confermando lo sversamento in battigia e cancellando la condotta sottomarina dal progetto iniziale e proponendo un nuovo progetto a sé stante di riutilizzo delle acque reflue in agricoltura.
Ero favorevole al riutilizzo delle acque depurate in agricoltura. Non mi sembra una cattiva idea, soprattutto nel periodo estivo. Parliamo di un Progetto a sé stante, che viaggiava su un altro binario, rispetto al progetto iniziale che riguardava la realizzazione della rete fognaria nei due comuni. Non mi sembrava una cattiva idea, soprattutto nel periodo estivo. Pensavo inoltre che la realizzazione di una condotta sottomarina che riversasse le acque provenienti dalle reti fognaria di Porto Cesareo e Nardò a due chilometri dalla costa fosse la soluzione migliore per il territorio. Nardò con il consenso di Emiliano ha voluto modificare il progetto iniziale, venendo meno al Protocollo d'Intesa”.