Cronaca

Una *FOTO* che entrerà nella storia della città. Un momento indimenticabile

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NARDO' - Sono i "Nuotatori all'alba", un bellissimo gruppo sportivo, sullo sfondo del "Giardino della Memoria" voluto dall'avvocato e prof universitario "quasi" londinese, ma legatissimo a Santa Maria al Bagno, Pierluigi Congedo.
nuotatori

TESTO BREVE

Domenica 20 settembre alle ore 18 una nuotata di amici partendo da "Il Trullo" con arrivo alla spiaggetta di S. Maria al bagno, passando per il Museo della Memoria ed il Giardino della Memoria, diventerà l'occasione per partecipare alla festività ebraica del Rosh Hashanah, il Capodanno ebraico.
S.Maria al bagno, fu luogo di accoglienza dal 1943 al 1947, dei primi sopravvissuti all'olocausto che vennero accolti dalla popolazione locale, per permettere loro di ripartire per la Palestina, il Canada e gli Stati Uniti. Per questa generosa accoglienza Nardò ha ricevuto la medaglia d'oro al Merito Civile nel 2005.
Una nuotata per preservare e valorizzare la Memoria, ribadendo S. Maria luogo di civiltà e accoglienza e non di distruttive divisioni.
Con l'auspicio che il valore simbolico di quei luoghi venga rispettato e non deturpato.

TESTO LUNGO

Domenica 20 settembre 2020
Nuotata dal Trullo di Santa Maria al Bagno alla spiaggetta passando di fronte al Museo della Memoria e dell’Accoglienza e al Giardino della Memoria del DP Camp n. 34.
Domenica prossima, all’imbrunire, una nuotata di amici di Nardò diventerà l’occasione per partecipare a distanza alla festività ebraica di Rosh Hashanah (capodanno ebraico) per festeggiare con loro l’ingresso nel nuovo anno 5781, ovvero l’anniversario della creazione di Adamo ed Eva, il giorno del giudizio e dell’incoronazione di Dio come re.

Santa Maria fu luogo di accoglienza nel 1945 dei primi sopravvissuti all’Olocausto che vennero convogliati dalle potenze Alleate vittoriose sulla Germania nazista proprio verso il Salento per poi permettere loro, rigenerati, di partire per la Palestina, gli Stati Uniti, il Canada.

Con questa nuotata un gruppo di amici vuole così ricordare quel periodo e i luoghi simbolo di ieri e di oggi, voluti dalle generazioni attuali. Il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, legato ai Murales ebraici, i dipinti a carbone fatti in una casupola di Santa Maria da Zivi Miller, un sopravvisuto della Shoah, immaginando il viaggio ideale dall’apertura del campo di concentramento all’arrivo, sotto la stella di David, nel porto di Haifa in Palestina.

Il Giardino della Memoria e dell’Accoglienza realizzato a ricordo del DP Camp n. 34 proprio 10 anni fa, pochi mesi dopo la scomparsa, nel maggio 2010, di Ottfried Weisz, che trascorse due anni a Santa Maria, orfano di padre e madre uccisi ad Auschwitz, salvato dalla pietà di un carabiniere italiano ancora oggi senza nome. Giunto a quindici anni in treno con la Croce Rossa a Nardò da Varese, vissuto a Santa Maria prima di riuscire ad imbarcarsi per il futuro Stato di Israele, prima, e gli USA poi. Giardino le cui piante sono state donate per creare un luogo di riflessione e meditazione sul mare, come in quell’ultimo giorno di Freddy Weisz prima di volare a Boston, ricordando con le lacrime agli occhi la sua famiglia, quell’ormai lontano settembre 2004.

Infine la spiaggetta, luogo di approdo, il primo paradiso che i rifugiati videro dopo dodici anni di nazismo. Vi è una foto magnifica di due bambini abbracciati che dormono in una cassa di legno nella piazzetta di Santa Maria, foto UNRRA del 1945. La piazzetta delle sfilate e delle canzoni in ebraico, delle speranze della nascita dello Stato di Israele. Degli arrivi e delle partenze, allora ed oggi.

Una nuotata per ricordare e preservare la Memoria, valorizzare la memoria, fare di Santa Maria un luogo di civiltà e non di distruttive divisioni.