NARDO' - Undici lavoratrici protestano per la pubblicazione di un bando di gara finalizzato all’affidamento del servizio di trasporto scolastico nel territorio comunale. La loro impressione è che il Comune voglia “scaricarsi” il loro costo attraverso una gara d’appalto destinata ai privati.
Nei giorni scorsi le lavoratrici si sono rivolte a diversi avvocati di fiducia e poi hanno anche mandato una lunga lettera al sindaco neritino Pippi Mellone, chiedendo la revoca del bando. “Manifestiamo la nostra decisa contrarietà” scrivono le undici, tutte donne, e spiegano perché.
Nel bando, infatti, che appalterà il servizio fino al 2025, c’è un punteggio premiante per chi stabilizzerà le lavoratrici. Chi vince, insomma, deve farsi carico dell’assunzione di queste unità, tutte persone che lavorano per il Comune di Nardò da oltre vent’anni ed hanno età variabili tra 55 e 65 anni.
Quali sono i rischi per loro, soprattutto per chi sta per raggiungere la pensione? Fuoriuscire dalla platea Lsu del Comune ed entrare nel mercato “privato” espone le lavoratrici a non poter più rientrare nel comparto pubblico. L’appalto, inoltre, dura solo cinque anni e dopo questo periodo la ditta potrebbe anche non trattenere più queste persone.
Poi hanno individuato una sorta di “tranello” nel bando, che riportiamo integralmente: “è fuorviante il riferimento del contributo delle Regione Puglia nell’ipotesi di nostra stabilizzazione, perché detto contributo è previsto solo in caso di stabilizzazione alle dipendenze del Comune”. E poi l’importo dell’appalto previsto sarebbe assolutamente insufficiente a garantire la retribuzione minima del contratto di settore per i 36 lavoratori da assumere.
Il Comune, nel 2018, intendeva procedere alla stabilizzazione interna di tutto il personale Lsu, come da dichiarazioni dell’assessore al Personale all’epoca, ma solo otto vennero assunti. Le altre sono, adesso, tra color che son sospese.