NARDO' - Da questo articolo comprenderete il fabbisogno di posti letto in provincia di Lecce. E la previsione - badate bene, stiamo parlando solo di previsione - di quello che potrebbe succedere entro il 30 novembre prossimo. Ovviamenmte lo schema riguarda gli ospedali leccesi. E non è detto che i posti saranno riservati solo a cittadini leccesi perché, come sta già succedendo a Lecce, potranno essere ricoverate in provincia persone provenienti dal barese e dal foggiano.
La Asl “a caccia” di 572 posti letto da individuare ed attivare entro il 30 novembre quando, evidentemente, si attende il picco dell’emergenza nel periodo.
Tre giorni di tempo, da ieri, per attivare nuovi posti letto al fine di fronteggiare l’emergenza.
Dopo Galatina, ieri l'altro la direzione generale della Asl ha stabilito che l’ospedale di comunità di San Cesario dovrà attivare con urgenza ulteriori posti letto da destinare a persone colpite dal Covid. Tutte le procedure, per iniziare i ricoveri, dovranno concludersi tassativamente entro domani, venerdì.
Tre i possibili scenari previsti: verrebbero ospitati pazienti dimessi dai reparti di degenza per acuti, stabilizzati clinicamente, ma che hanno bisogno di controllo clinico per 24 ore; pazienti dimessi dopo un accesso di pronto soccorso, Covid positivi, che non hanno bisogno di ricovero per acuti ma per il quali il medico di pronto soccorso o malattie infettive ritiene necessario un monitoraggio costante; pazienti positivi a domicilio per i quali il medico delle Unità speciali di continuità assistenziale ritiene non favorevole la permanenza presso lo stesso ma resta necessario il controllo clinico per le 24 ore.
San Cesario, insomma, si porrà come sostegno e “panchina lunga” per i reparti che dovranno reggere l’urto dell’assistenza ai pazienti che attraversano la fase acuta della malattia: una porta aperta verso la guarigione o l’evoluzione della malattia. Al direttore sanitario Cosimo Longo è affidata dai responsabili della direzione generale Pastore, Carlà e Rollo la funzione di coordinamento per la predisposizione dei posti letto e tutte le misure (si pensi ai percorsi separati di ingresso e uscita, o alla vestizione degli operatori sanitari) per affrontare la situazione. Saranno conferiti tre incarichi a tempo determinato, attingendo da una graduatoria aperta per medici che si occupino di Medicina d’urgenza e accettazione
Per quanto riguarda Galatina, invece, l’intero ospedale sarà destinato a pazienti Covid con la sospensione di ogni prestazione sin qui erogata. Significa che con decorrenza immediata sono stati sospesi tutti i ricoveri. Chi accederà al pronto soccorso sappia che da oggi in avanti si tratta di un punto di primo intervento per l’accoglienza dell’utenza spontanea (chi si presenta lì da solo) mentre l’eventuale ricovero avverrà in un altro ospedale. Va da sé che le ambulanze del 118 non porteranno più nessun paziente o ferito a Galatina.
I reparti di Malattie infettive, Ginecologia e Ostetricia, Pediatri, Medicina generale (ma anche il dipartimento di Salute mentale e il Servizio psichiatrico) dovranno riconvertirsi alla esclusiva gestione dei pazienti Covid con comunicazione alla direzione generale degli esiti di questa nuova articolazione entro oggi. Infine le prestazioni ambulatoriali previste nel presidio: dal nove novembre prossimo le prestazioni ambulatoriali già programmate ed a scadenza saranno erogate dal Distretto socio-sanitario di Galatina e l’ospedale, da quel momento, sarà definitivamente off-limits.
L’obiettivo di questi movimenti va ricercato in una nota del dipartimento per la promozione della salute della Regione Puglia che delinea, per la provincia di Lecce, tre scenari.
Chi legge questi numeri potrà comprendere facilmente che la necessità di posti letto corrisponde ad una previsione di quel che accadrà a breve: entro il 6 novembre occorrono 217 posti letto; entro il 20 novembre 395. Per il trenta novembre la previsione è di triplicare i posti a disposizione: 572. Sperando che poi il fenomeno vada ad attenuarsi.