Cronaca

SCUOLA - Avanti Cristo

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NARDO' - Nei tempi delle telecomunicazioni “spinte”, Nardò cade sui servizi di base. Quelli “terra terra” come il telefono fisso o una Adsl che funzioni decentemente. Le valutazioni politiche (i plessi di scuola primaria sono di competenza del Comune) si faranno in seguito. Questi, per ora,sono i fatti.

Nel plesso di scuola primaria di via Foggia, infatti, il telefono squilla in continuazione ma i responsabili e i collaboratori sanno che molte chiamate riguardano la “centrale”, il plesso principale di via XX Settembre dove ci sono gli uffici, la segretaria e la presidenza. Così (ormai da oltre un anno, quasi due) le telefonate che arrivano in via Foggia da parte di colleghi, fornitori e anche genitori degli alunni, devono essere indirizzate alla “centrale” che numero non ne ha, perché non funziona da tempo.

Ma come si rimedia? Con i cellulari privati, anche per informare tempestivamente dirigente, segretario o impiegati di questioni urgenti. Si pensi ad un genitore che abbia bisogno di comunicare argomenti importanti. Una situazione insostenibile alla quale la politica, più volte interpellata nella figura del sindaco e del vicesindaco, non ha ancora trovato rimedio. Così una delle scuole principali della città, la più antica tra le ex scuole medie (undici classi in via Foggia e oltre venti in via XX Settembre) nel 2020 non ha il telefono.

Anche la didattica a distanza sta belbettando di brutto. In alcuni plessi, infatti, sono stati riscontrati problemi tecnici legati alla rete Internet scolastica e le lezioni sono state interrotte quasi subito. Una buona notizia? L’onorevole Soave Alemanno che proprio ieri ha annunciato l’ennesimo stanziamento di quasi 72mila euro Per Nardò che serviranno per l’acquisto di dispositivi digitali e strumenti per le connessioni. Forse, in parte, potranno essere spesi per aiutare il “povero” Comune. 
Intanto biosgnerà vigilare su come saranno spesi perché, evidentemente, i primi 130mila erogati dal Governo sono serviti per un parcheggio, qualche tramezzo interno e le divisioni tra i bagni. Ma alle "infrastrutture" moderne, quelle ormai essenziali per la didattica a distanza e le telecomunicazioni, non ci ha pensato nessuno.