Cronaca

LEUZZI NON DEMORDE - "Nardò in questi anni ha vissuto una grave involuzione"

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NARDO' - "Amministrare non vuol dire gestire - spiega l'ex assessore - ma vuol dire spendersi per creare ciò che prima non c’era. In questo modo una comunità cresce".

Nardò in questi anni ha vissuto una grave involuzione. Nardò non può essere governata senza una precisa visione di città, e l’attuale sindaco ha dimostrato di non averne. Non a caso non ha mai presentato le sue linee programmatiche ed ha operato con interventi estemporanei (rotatorie, tori, parcheggi camuffati da parchi con qualche giochino, improbabili ciclabili) che non rispondono alle reali esigenze e aspettative della comunità e tantomeno alle potenzialità del territorio.

Eppure la strada sembrava tracciata dalla vecchia amm.ne e condivisa dalla nuova amm.ne, almeno nelle intenzioni espresse sulla stampa nell’immediatezza dell’insediamento. Foto di gruppo con imprenditori e operatori del settore per un “Turismo di qualità”. Ma poi nulla è stato fatto in questa direzione, dando prova di una totale incapacità di pianificazione.

E non si è trattato solo della deficitaria promozione del territorio o della mancanza di sensibilità nel migliorare il decoro, la pulizia, il controllo del territorio, indispensabili per dare al turista la percezione di essere accolto in un posto ordinato e vivibile.

Non si è proprio compreso che per incrementare il turismo bisogna lavorare per migliorare l’immagine del nostro paese e principalmente del nostro centro storico (il maggiore attrattore turistico) attraverso una maggiore attenzione alla vivibilità del borgo, al decoro degli edifici, investendo risorse per un arredo urbano all’altezza delle nostre bellezze architettoniche, con dei progetti culturali identitari della nostra storia. Che è poi ciò che la precedente amm.ne si è sforzata di fare con i progetti di “mediterraneo”, “chiese aperte”, “Natale nel borgo” che hanno valorizzato le nostre chiese e le nostre piazze. O con gli incentivi per l’apertura di nuove attività commerciali o per il restyling delle facciate degli immobili privati. O con la creazione dell’”area monumentale” e la pedonalizzazione di Piazza Salandra. Progetti che hanno cambiato il volto del paese e fatto del turismo una reale prospettiva di sviluppo.

Invece, in perfetto stile fascista (e non è un caso), gli unici interventi di questo sindaco sulla città hanno riguardato i LLPP. L’obbiettivo è stato per tutti i cinque gli anni quello di trasformare Nardò in un cantiere, per dare l’idea di un’amm.ne attiva. Ma in realtà ci siamo ritrovati ad aver sprecato cinque anni di crescita e sviluppo.

Eppure basterebbero passione per il proprio paese e impegno. Basterebbe non limitarsi all’ordinaria Amm.ne, approfittando del potere solo per fini elettorali. Basterebbe reinventare il significato di “amministrare”, e ad es. sollecitare ciascun assessore (ognuno per la sua delega) a mettersi in gioco con la creazione di un progetto che migliori e dia nuovi impulsi al settore di cui è responsabile. Amministrare non vuol dire gestire. Vuol dire spendersi per creare ciò che prima non c’era. In questo modo una comunità cresce.

E tanto ci sarebbe ancora da fare, ad es. per rendere più competitivo il nostro comparto commerciale e più appetibile venire a fare acquisti a Nardò, o per promuovere strategicamente il settore agroalimentare con le nostre eccellenze, mettendolo in rete coi tanti buoni ristoranti presenti sul territorio…

Ma per far questo bisogna ridare dignità alla politica. Bisogna capire che il Comune non è un fortino da espugnare. E che gli amministratori non stanno lì a spendere il loro tempo per i propri interessi o le loro ambizioni personali, ma per far crescere la comunità in cui vivono.

Maurizio Leuzzi