NARDO' - Nel paese dei balocchi non poteva mancare il “peppa PUG”!
Sono amareggiato e sconcertato dal contenuto del comunicato di questa amministrazione in materia urbanistica.
Amareggiato per le immancabili offese che puntualmente ogni amministratre di questa giunta riserva a chi lo ha preceduto, e nel constatare che la principale occupazione di questi amministratori è ormai quella di buttare puntualmente fumo negli occhi dei concittadini per prenderli in giro e nascondere le proprie mancanze.
E quanto più grande è la mancanza, tanto più pesanti sono le offese che si riservano agli avversari. Così si accusa la precedente amm.ne di aver lasciato una “città vecchia, immobile e che aveva bisogno di cambiare”, per nascondere di avere essi stessi per cinque anni ignorato la questione PUG (strumento indispensabile per la crescita economica del paese).
E ora, a quattro mesi dalla fine del mandato, cercano di metterci una pezza inventandosi, a mo’ di gioco di società, la farsa del “pensapug”.
E lo fanno con un appello veramente sconcertante, che dimostra l’assoluta inadeguatezza di questi amministratori a governare il nostro paese.
In definitiva questa amm.ne, invece di offrire alla cittadinanza la sua idea di città, invece di elaborare un suo modello di sviluppo urbanistico su cui confrontarsi, invece di informare i cittadini sui principi e sugli obbiettivi stabiliti nell’atto di indirizzo (approvato dalla precedente amm.ne) così da indicare argomenti precisi di discussione, scopi determinati da raggiungere, o individuare aree di maggiore interesse su cui intervenire, si limitano a chiedere di esprimersi non si sa bene su cosa, “senza il riferimento ad una idea precostituita di città o ad una direzione di massima... con un confronto che parta da zero”.
Ma il “confronto” è per definizione un esame comparato tra più entità, che siano persone, tesi diverse, etc. E se questa amm.ne non porta nella discussione la sua posizione, su che basi ci si confronta? La verità è che con questa trovata, questi amministratori, facendo finta che la loro sia una scelta democratica, stanno di fatto chiedendo ai cittadini cosa fare.
Declinano la responsabilità di amministrare, chiedendo aiuto ai cittadini!
Eppure, con meno arroganza e un po’ di umiltà, potrebbero seguire la strada tracciata nell’atto di indirizzo approvato nel 2013? Scoprirebbero che non solo sono indicati i principi e le priorità, nonché i limiti entro cui agire, ma che era già quasi conclusa la procedura per la individuazione del “co-pianificatore” che, per la sua specifica competenza, è il soggetto deputato ad avviare seriamente quella fase di cui oggi con grande improvvisazione parlano.
Maurizio Leuzzi