NARDO' - Caro direttore, ma Mario Draghi lo faranno santo subito? Spiego meglio cosa intendo dire.
Volevo chiedere, a chi conosce molto meglio di me il mondo dell'economia e della finanza, se aver ricoperto ruoli di governatore della Banca d'Italia, e poi di presidente della banca centrale europea, assurge a virtù taumaturgiche?
Lo chiedo perché dal 3 febbraio scorso, giorno in cui il capo dello stato ha conferito mandato a Mario Draghi di formare un nuovo governo, sembra che in molti (un po' troppi) sia scattata come una specie d’improvvisa perdita della memoria, per essenza divina. Come se fosse “evaporata” la paura per la pandemia, che sta correndo ancora veloce, in Italia e nel mondo.
Insomma, un Draghi dalle doti celestiali, che ha cancellato il ricordo di cosa abbiamo passato per un anno, ma non ne siamo ancora usciti. Con un virus che ha portato con sé conseguenze molto tragiche.
L'irruzione, in pochi giorni, sulla scena politica di questo signore come se avesse dissipato le numerose richieste di sussidi; si sono quasi dissolte le bestemmie per le fastidiose mascherine, che indossiamo, nessuno più che protesta se siamo distanziati. Anche i commercianti pare non pretendano più finanziamenti, e la disoccupazione sia diminuita in poche ore. Visti i grafici dei mercati finanziari che sono in festa, da quattro giorni, con uno spread sotto quota 100. Pensate, le forniture di vaccini, in un battibaleno, sono giunti a Pratica di Mare.
Un Draghi per anni sempre temuto che potesse giungere in politica, annunciato e poi, da lui stesso, smentito. Adesso viene osannato (in modo, disgustosamente, esagerato) per primo dalla grande stampa di regime. Glorificato da illustri opinion leader, principalmente quelli di sinistra, che si sono affannati a ricordare il Draghi (trent’anni fa) allievo di Federico Caffè, un keynesiano. Ma sono reminiscenze adolescenziali.
E poi, qui c'è l'effetto miracoloso davvero poco comprensibile, un Draghi che è venerato dai politici. Stanno sgomitando per entrare nel suo governo, anche per ottenere un semplice strapuntino. Ecco perché dico, lo faranno “santo subito”?
I politici hanno smarrito la percezione di cosa sono e che funzioni svolgono, e non si rendono conto a cosa stanno andando incontro.
Si sono chiesti cosa vuol dire portare a capo di governo, per la guida della politica economico-sociale di questo paese, un personaggio che incarna quella continuità politica dell'austerità, interrotta negli ultimi anni, e che tanti danni ha causato agli strati più fragili della popolazione?
Non fu forse lo stesso Mario Draghi, nei decenni passati, che aveva dettato dalle “alte stanze di Francoforte” ai governi, di destra e sinistra, di realizzare le politiche neo-liberiste lacrime e sangue?
Ma mentre gli italiani sono in puro “godimento” per il presidente incaricato (non sappiamo quanto durerà) conquistati dalle sue “doti celestiali”, dimenticando ad es. che le privatizzazioni in Italia sono state “prescritte” da lui, un altro popolo, i greci, ha ancora gli incubi per le politiche monetarie impartite da questo signore.
Gli ellenici non vedono affatto in lui una divinità. E questo dal giorno in cui Draghi li costrinse a vendere anche “le mutande”. Non credo che i giornalisti italiani resterebbero della stessa opinione, che hanno oggi, se aprissero inchieste su quali santi si son dovuti girare i greci, per riacquistare un minimo di dignità, per poter continuare a vivere dopo le politiche messe in atto, in quel paese, su ordine dell'allora presidente della BCE.
Dunque, ripeto la domanda, quanto bisognerà attendere prima di vedere i veri miracoli economici per i milioni di lavoratori, disoccupati, giovani ed anziani ancora distrutti dal famoso “Ce lo chiede l’Europa”? Tanto caro a Draghi? A maggior ragione dopo l’effetto della crisi pandemica.
Speriamo, ma ci credo poco, dopo le magie suscitate da Draghi nella mente dei politici e giornalisti, che arrivino anche i miracoli per tutti noi.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente